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San Severo: SENZA “TERRA” NON SI MANGIA!!!

Basta consumare suolo in modo indiscriminato e sacrificare aree di pregio agricole, paesaggistiche ed ambientali.

Bisogna arrestare al più presto il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile, attraverso una vera rigenerazione urbana che si basa sul riuso e recupero dei manufatti già esistenti.

Nonostante in Italia il problema del consumo di suolo sia stato affrontato da decenni non si è riusciti a porre un vero e proprio freno a questa piaga, per cui ogni anno il cemento divora milioni di ettari di terreno. E’ sul suolo che produciamo la maggior parte del cibo che mangiamo oltre ad essere d’importanza vitale per tutte le specie animali e vegetali che vivono sulla terra. Per formare un solo centimetro cubo di terreno ci vogliono dai 200 ai 1000 anni ( nelle aree con clima mediterraneo circa 500 anni) ma nonostante ciò il divoramento di suolo fertile corre a ritmi serrati provocando danni inimmaginabili per noi e soprattutto per le future generazioni.

Per cui ogni anno perdiamo decine e decine di migliaia di ettari di superficie agricola, naturale e semi-naturale dovuta soprattutto all’espansione delle città in modo indiscriminato, senza logica, senza visione di futuro, senza pianificazione. Purtroppo spesso il cemento non è sinonimo di progresso anzi potremmo dire che avviene il contrario, come difatti è stato dimostrato che la copertura dei terreni con materiale impermeabile come asfalto e cemento oltre a provocare consumo di suolo ne causano anche il degrado da un punto di vista della fertilità influendo negativamente sulla produzione di cibo e biomassa, sulla regolazione del clima, sull’immagazzinamento dell’acqua, sugli ecosistemi,  etc.

Quindi il consumo di suolo innesca una serie di problemi e costi

La protezione del suolo è importante per salvaguardare le produzioni agricole e agroalimentari locali e quindi garantire lavoro e salute per le future generazioni.

La perdita di superficie agricola, infatti, comporta inevitabilmente una riduzione della produzione agricola, rendendola insufficiente a soddisfare il fabbisogno alimentare locale e nazionale, facendo crescere la dipendenza del nostro paese dall’estero.

A titolo di esempio, dai dati presentati dall’ISPRA , in soli 7 anni tra il 2012 e il 2019, la perdita di suolo in termini di produzione agricola complessiva, raggiunge i 3.700.000 quintali: in dettaglio 2 milioni e mezzo di quintali di prodotti seminativi, seguiti dalle foraggere(-710.000 quintali), dai frutteti (-266.000 quintali), dai vigneti (-200.000) e dagli oliveti (-90.000)

Per questo motivo il gruppo dei Verdi di San Severo chiede con forza e determinazione che si prevedano soluzioni adeguate per contenere questo continuo assalto al territorio, Noi di Europa Verde con questo intervento proviamo a tener viva la discussione nel nostro territorio e siamo d’accordo con tutte quelle associazioni di categoria agricole, ambientaliste, semplici cittadini, nel denunciare che il problema del consumo di suolo deve essere affrontato seriamente e urgentemente per evitare ulteriori e inevitabili disastri ambientali, affinché sia garantito un preciso equilibrio a partire dalla gestione territoriale comunale tra zone agricole, zone edificate ed edificabili al fine di non pregiudicare sia la sicurezza alimentare sia le condizioni generali di vita della popolazione, senza però criminalizzare l’edilizia ma promuovendola in forme diverse come già detto, il riuso degli edifici esistenti.

Non vogliamo avere più case che abitanti altrimenti se così fosse che sviluppo sarebbe questo?

Per una governante sostenibile del nostro territorio, la strada da percorrere è chiara, occorre cambiare urgentemente il modo in cui utilizziamo e gestiamo il suolo e quindi compiere sin da subito azioni decisive

Associazione dei  Verdi di San Severo (FG)

Federazione Nazionale Verdi – EUROPA VERDE

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