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SAN SEVERO: SETTECENTO NAPOLETANO IN PUGLIA Edito un libro sulla Chiesa della Pietà

Far rivivere la memoria storica ed artistica di una città, di un monumento, di una chiesa è sempre motivo di orgoglio per chi ci è nato e vive la realtà del passato e del presente. In occasione dei Trecento anni dal completamento dei lavori di edificazione della chiesa di Santa Maria della Pietà (1713-2013),

 

cuore spirituale dell’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte di N.S.G.C., vede la luce un altro importante tassello di storia d’arte locale: è fresco di stampa un pregevole volume sulla chiesa in questione, uno dei vanti del nostro centro storico, scritto dal valente studioso di storia dell’Arte, Christian de Letteriis, dal titolo “Settecento napoletano in Puglia. Documenti inediti sulla chiesa di Santa Maria della Pietà a San Severo e altre storie di marmi” (Foggia, Claudio Grenzi editore, 2013, pp.120).

Il volume è il frutto di un appassionato e laborioso lavoro di ricerche archivistiche condotte dall’Autore, che ha rinvenuto documenti facenti chiarezza sui temi della nobile committenza e delle responsabilità nella lavorazione dei marmi che incrostano e adornano le superfici del tempio, una delle maggiori imprese architettoniche del Settecento in Capitanata.

De Letteriis ha avuto il merito di riportare alla luce una probante documentazione di prima mano, ancora inedita, dalla quale affiorano i protagonisti del rinnovamento tardo barocco del tempio sanseverese, la cui importanza trascende i confini locali.

Ecco che dalle fonti sono emersi i nomi dei marmorari di scuola napoletana coinvolti nelle campagne decorative degli interni di Santa Maria della Pietà: tra questi spicca il marmoraro Aniello Greco, cui spettò la realizzazione dei rivestimenti marmorei dei pilastri, superbi esempi di cementificazione di apparati effimeri. Oltre ad Aniello Greco ampio spazio viene concesso dall’autore a Michele Salemme, autore di grandiosi arredi marmorei capillarmente diffusi in terra di Capitanata, cui si deve il progetto e la realizzazione della straordinaria macchina dell’altare maggiore. Quest’ultima ospita l’affresco che ricorda il miracolo avvenuto intorno al 1557, quando un uomo, perduto al gioco, si scagliò con un pugnale sul volto della Vergine dal quale stillò sangue. Il Salemme portò a compimento l’opera con la collaborazione del prolifico marmoraro Antonio Pelliccia, del quale viene ricostruita parte dell’attività.

La chiesa testimonia l’interesse e la sensibilità verso il bello della committenza confraternale, espressi in un sontuoso apparato di marmi preziosi, di opere lignee di sublime fattura, opere dello scultore locale Sebastiano Marrocco, cui l’autore attribuisce la superba Immacolata custodita nell’oratorio della chiesa dell’Addolorata di Foggia.

De Letteriis allarga gli orizzonti conoscitivi della ricerca storico-artistica, soffermandosi anche su altri protagonisti della scena artistica napoletana, coinvolti nel rinnovamento tardo barocco della nostra città; tra questi Giuseppe Sanmartino, autore dello straordinario Cristo Velato, firmato e datato 1753, custodito nella Cappella Sansevero a Napoli, autore dei magnifici putti che corredano gli altari della chiesa di San Lorenzo.

Il libro si avvale della prefazione del Vescovo della Diocesi di San Severo, Mons. Lucio Renna che, tra l’altro, scrive: “La storia documentata della Chiesa confraternale di Santa Maria della Pietà si presenta avvincente come un romanzo, nel quale un ruolo preminente gioca una committenza attenta e sensibile dal gusto sicuro e aggiornato. Una chiesa nella quale si addensarono i desideri di sfolgorante bellezza dei confratelli, che ne hanno fatto uno scrigno prezioso”.

Il Priore dell’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte di N.S.G.C., Giovanni De Felice, nella sua nota al libro, scrive: “L’intento di donare alla comunità un volume che raccogliesse documenti inediti caduti nell’oblio (…) si è espresso nel comune entusiasmo da parte dei confratelli per la scelta di sostenere una simile iniziativa culturale di ampio respiro. Sull’onda emotiva della riapertura al culto dell’edificio, dopo il sisma del 2002, é maturato l’intento di fare della chiesa confraternale un polo di convergenza e promozione delle conoscenze acquisite sulla Civiltà del Settecento in Capitanata”.

Il volume si presenta, dunque, come preziosa miniera di notizie che vedono intersecarsi la storia locale con quella artistica, alla luce di documenti inediti, trascritti e commentati con attenzione. Un volume che nasce dal duro lavoro di ricerca ma che è figlio della passione dell’Autore, che è riuscito a far “parlare” non solo le carte d’archivio, ma soprattutto i marmi e le sculture, collocando in una giusta dimensione lo straordinario tempio sanseverese, tra le massime espressioni in Puglia di adesione alla cultura napoletana.


MARIO BOCOLA

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