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San Severo, si sta presentando come una città sporca. Oltre ai cittadini indisciplinati, chi sono i responsabili istituzionali?

Il conferimento e la raccolta dei rifiuti, da quelli urbani a quelli speciali, è sicuramente una delle problematiche d’importanza vitale per una comunità e quindi per l’Amministrazione al servizio di quella comunità. Da anni, la raccolta dei rifiuti, la pulizia di San Severo e del suo territorio, è privatizzata. Produrre meno rifiuti meno spazzatura, è un monito che giunge anche da Bruxelles (lo sostiene l’Unione europea). La media dei rifiuti urbani prodotti in Europa è di 522 kg l’anno a testa e gli italiani sono poco al di sopra, con 550 kg (dati del 2007), ma la stima è di una crescita del 13%. Ritorna d’obbligo, affrontare con determinazione il problema e promuovere iniziative mirate a produrre meno rifiuti. Spazzatura che arriva dalle abitazioni ma anche da commercianti, industrie, piccole imprese, istituzioni, ospedali e amministrazioni. Il costo dell’operazione per le casse comunali e per i contribuenti sanseveresi si aggira, annualmente, sui 5 milioni di euro. Ciò non toglie che ci sono tante situazioni che danno la possibilità agli appassionati di “sacchetto selvaggio”, che dal centro alla periferia, di usare gli angoli delle strade come “discariche personali”. Una situazione che crea “l’alibi” a costoro è senz’altro quella che, come segnalato da tempo all’assessore al ramo, vede depositare ogni sorta di rifiuto vicino ai contenitori bianchi usati per la raccolta di abiti usati. La soluzione è una sola: rimuovere quei contenitori definitivamente o metterli in luoghi che non possono nuocere ai cittadini. Il caso di piazza Severino Leone è reiterato nel tempo, così come in altri casi. Non passa giorno che vicino al contenitore per la raccolta degli indumenti usati, viene lasciato di tutto: dagli ingombranti, all’indifferenziato. Ciò serve a introdurre l’argomento, più in generale, dato dalla percezione di una città “sporca”, soprattutto quando vengono raccolti carta e plastica. Fermo restando l’inciviltà di molti sanseveresi, la superficialità di alcuni addetti ai lavori, completa l’opera. Cosa dire, continuano a segnalare i cittadini, delle erbacce lungo i marciapiedi e le sterpaglie che non vengono tagliate? In alcuni casi, le sterpaglie, anche in aree private, diventano ricettacolo e “base logistica” per insetti e rettili e diventare innesco per incendi. Perché ancora non viene eseguita almeno una disinfestazione della città? Così, il capogruppo di Forza Italia a Palazzo dei Celestini, Rosa Caposiena: “Il rendiconto di gestione ’16, alla voce del ‘verde pubblico’, vede un aumento della spesa (come la voce cultura). Se aumenta la spesa, dovrebbe migliorare, e non di poco, il servizio. Ma così non è! La realtà dei fatti è visibile sotto gli occhi di tutti. La città è sporca e piena di erbacce. Come sono stati spesi i quei soldi?” Rosa Caposiena entra nel merito: “Al di là delle questioni contrattuali e/o contabili, la domanda è: Come si spendono i soldi dei contribuenti sanseveresi? In un’azienda privata, con obiettivo non raggiunto e aumento di spesa, come si sarebbe comportato il Consiglio di Amministrazione? Sicuramente avrebbe chiesto le dimissioni dell’Amministratore Delegato o del responsabile del settore. Se quei soldi vengono spesi male, ci sono anche risvolti (esempio negativo e diseducativo, a livello sociale) anche sulla raccolta differenziata. Questo lo dicono i cittadini: città sporca; erbacce; sterpaglie; pochi cestini; disinfestazione; ecc.. Ciò dimostra che quest’Amministrazione non sa spendere i soldi pubblici nemmeno dove li va ad investire”.

                                                                          Beniamino PASCALE

 

 

 

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