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San Severo: SITUAZIONE GRAVISSIMA IN CITTA’ OLTRE OGNI LIMITE

L'Editoriale di DESIO CRISTALLI

L’incendio dell’alba di domenica 26 gennaio che ha devastato la sede cittadina della BUTTOL, l’azienda che gestisce in loco l’igiene urbana, è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso della sopportazione. La gente è esasperata da questo clima invivibile che vede aziende private devastate (oltre alla sede BUTTOL anche il recente attentato alla vita de L’ANTICA CANTINA, oltre ad altre offese al patrimonio privato locale) ma anche il patrimonio pubblico che subisce ogni giorno affronti gravi e indigeribili per l’opinione pubblica. Sempre più giovani abbandonano la nostra terra, cercando fortuna e futuro altrove, è il caso di dire OVUNQUE TRANNE CHE QUI DA NOI! E mentre accade di tutto, di più, si susseguono riunioni d’alto livello istituzionale per cercare soluzioni ad un andazzo che, anche quando sembra tranquillo, …puzza di bruciato perché cova sempre qualcosa di pericoloso sotto la cenere. In città c’è sconforto, per certi versi rassegnazione al peggio ma anche un misto di rabbie represse per la valanga di malaffare e di malcostume che non si riesce ad arginare in nessun modo. Chi fa il mestiere giornalistico da oltre 50 anni come chi scrive può fare affermazioni di questo tipo, avendo visto sul campo ogni tipo di offesa alla tanta gente perbene che vive in queste belle…ma discutibili contrade! Tanti periodi sono stati difficili in quest’ultimo mezzo secolo ma forse nessuno ha proposto una continuità di materia penale come la nostra vita sociale d’oggi. Abbiamo visto arrivare tante Forze dell’Ordine (ma anche poi ‘sparire’ nei meandri delle necessità di altri posti sventurati come e magari più dei nostri…) che hanno lottato, arrestato, fatto processare una infinita genìa di delinquenti, poi morti ammazzati o per tanti anni ospiti delle patrie galere e, molto spesso, ancora e sempre presenti tra noi inaffidabili, incalliti e pericolosi uccelli di bosco. Alla luce di tutto ciò siamo portati a credere che questo eterno momento di terrore sociale non passerà mai, pur con tutta la buona volontà dello Stato e dei suoi (sempre limitati!) servitori. Il tempo passa ma la malapianta locale ricresce sempre, pronta a colpire in ogni momento la nostra convivenza civile nei modi più criminali. Cosa si può ancora fare, chiediamo, per cercare di sopraffare il male che ci circonda? Esistono altre ricette ancora più forti e radicali di quelle già sperimentate? Noi le risposte non le conosciamo e dunque possiamo solo girare le domande a chiè preposto alla salvaguardia della nostra vita e di questa (sempre meno amata!) terra.

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