ComunicatiIn evidenza

San Severo sotto shock: la paura cresce e la città chiede sicurezza

San Severo si ritrova nuovamente con un senso d’inquietudine che ormai serpeggia tra le strade del centro. L’ennesimo episodio di violenza, che ha lasciato un uomo in gravi condizioni e due passanti feriti, ha riacceso i riflettori su una situazione che molti cittadini definiscono ormai insostenibile. Non è solo cronaca nera: è il segnale di un malessere profondo che sta minando la vita quotidiana di un’intera comunità. La dinamica dei fatti, con colpi di arma da fuoco esplosi in pieno centro, in una piazza frequentata da cittadini di ogni età, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. “Non ci si sente più al sicuro”, ripetono in molti. “Esco di casa e mi guardo intorno, come se stessi aspettando che qualcosa accada”. A preoccupare non è soltanto la gravità dell’episodio, ma anche il luogo in cui è avvenuto: una zona centrale, a pochi passi da negozi, attività commerciali e luoghi di aggregazione. Il pensiero che la violenza possa irrompere in qualsiasi momento, mentre si passeggia o si svolge una semplice commissione, alimenta un clima di allarme che cresce di giorno in giorno. Chi frequenta quell’area racconta di assistere sempre più spesso a situazioni di degrado: persone in evidente stato di alterazione, comportamenti aggressivi, piccoli episodi d’inciviltà che, sommati, finiscono per modificare la percezione della città. “Non è normale vivere così”, osserva una signora che ogni mattina si reca in centro per fare la spesa, “La sera attraversare quella piazza è diventato difficile: ragazzi che giocano a pallone tra i passanti, monopattini e biciclette che sfrecciano ovunque. Sempre più spesso mi accorgo di avere un solo pensiero: tornare a casa il prima possibile”. Il malessere non riguarda soltanto la sicurezza in senso stretto, ma anche la percezione di un tessuto sociale che si sta progressivamente lacerando. Cresce la sensazione che il degrado urbano e la microcriminalità non vengano contrastati con sufficiente efficacia. Per questo si moltiplicano le richieste di un presidio più costante delle forze dell’ordine, di controlli più rigorosi e d’interventi capaci di restituire vivibilità agli spazi pubblici. Lo scrittore e filosofo Johann Wolfgang von Goethe scriveva che “Nessuno è più schiavo di chi si crede libero senza esserlo”. Una riflessione che, seppur nata in un altro contesto, richiama il valore autentico della libertà: perché sentirsi liberi significa anche poter uscire di casa senza convivere con la paura. Inoltre, insieme alla preoccupazione, si fa strada un sentimento ancora più pericoloso: la rassegnazione. “Ormai ci stiamo abituando”, ammette un commerciante. “Ma non dovrebbe essere così. Una città non può vivere nell’emergenza continua”. Il rischio più grande, sottolineano molti cittadini, è quello di una lenta ma costante fuga. Già oggi diverse famiglie, soprattutto quelle con bambini o con persone anziane, stanno valutando di trasferirsi altrove. Non cercano privilegi, ma normalità. Cercano la serenità di poter vivere gli spazi pubblici senza timore. Il magistrato Paolo Borsellino ricordava che “La paura è umana, ma combattetela con il coraggio”. È un invito che non riguarda soltanto chi è chiamato a garantire la sicurezza, ma un’intera comunità che non vuole arrendersi all’idea che la violenza diventi parte della quotidianità. Il messaggio che arriva dai cittadini è chiaro: San Severo ha bisogno di una svolta. Non servono proclami, ma azioni concrete. Più controlli, più attenzione al territorio, più collaborazione tra istituzioni e comunità. Perché una città non può permettersi di perdere la sua anima e, soprattutto, non può permettersi di perdere i suoi cittadini, che giorno dopo giorno scelgono di andare via, portando con sé un pezzo della sua storia e del suo futuro. La speranza è che episodi come quello di queste ore rappresentino un punto di svolta e non l’ennesima occasione perduta. Perché il vero pericolo non è soltanto la violenza. È abituarsi alla violenza, fino a considerarla una componente inevitabile della vita quotidiana. E quando una comunità smette di indignarsi, il rischio è che perda, insieme alla sicurezza, anche la fiducia nel proprio futuro.

Altri articoli

Pulsante per tornare all'inizio