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SAN SEVERO – TERRA MADRE TERRA, LA SPIRITUALITA’ DA RISCOPRIRE

La terra, la  Madre Terra è stata sin dalle origini dell’uomo oggetto di culto, quando in assenza di tecnologie che  separavano l’essere umano dalla natura se ne coglieva la forza vitale.
Grande Madre, Grande Dea, Dea Madre, Grande Vergine e Madre Natura, è celebrata sin dal neolitico e forse addirittura dal paleolitico. Icona materna, portatrice di vita, di nutrimento e abbondanza, giunge fino ai Fenici, ai Semiti, agli Egizi, ai Greci e ai Romani.
Lo diamo per scontato ma dalla terra vengono i frutti e i raccolti che ci nutrono, l’aria che ci da vita, l’acqua che ci disseta, il fuoco che ci scalda, il sole che ci illumina, le piante che ci curano, le grotte che ci ospitano, ecc…  Tutto questo ha costituito un valore sociale e spirituale per molti millenni, conducendo ad un rapporto di rispetto per la terra.                                                                              Madre, sacra e divina, se ne dovevano rispettare i cicli naturali, le stagioni, l’equilibrio tra piante, uomini ed animali, gli insegnamenti, salvo incorrere in inevitabili conseguenze personali e sociali dettate dai mutati equilibri terrestri e cosmici.
Ma quando tutto questo è venuto meno? Quando la terra, la Madre Terra ha smesso di avere un ruolo spirituale e di guida ed è diventata materia di conquista, di proprietà e di sfruttamento? Quando ci siamo allontanati dalla sua spiritualità, dissacrandola?
Senz’altro lo sviluppo delle società, tecnologico ed economico, ha giocato un ruolo fondamentale, insieme alla tendenza dell’essere umano a mettersi al centro di tutto, proponendosi in alcuni casi egli stesso come espressione divina, e così dimenticando il valore della Madre che lo ospita e gli da vita. Un umanesimo che ha finito per mettere al centro il peggio dell’uomo: la sua disumanità e non la sua umanità.
Una disumanizzazione che nei secoli ha eroso sempre più il rapporto con il Creato e la Natura, fino a rendere l’economia e il profitto vere e proprie filosofie, moderne religioni di fatto su cui si fondano i rapporti tra gli individui e gli Stati: si pensi ad esempio alla Comunità Economica Europea, non un insieme di popoli ma di mercati.
Il rapporto con la Madre Terra viene sempre più compromesso, anche in conseguenza al progressivo ruolo della tecnologia: dalla rivoluzione industriale in poi è un crescendo di incentivi e scoperte tese ad aumentare la produzione di beni e servizi, insieme allo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali.
Va ricordato inoltre che l’urbanizzazione  ha compromesso l’equilibrio di molti ecosistemi e, insieme alla caccia, alla deforestazione e allo sfruttamento eccessivo delle risorse, ha determinato mutazioni climatiche e l’estinzione di almeno dieci specie animali, tra cui:  il rinoceronte bianco, la tigre di Giava, il grizzly della California, l’alca impenne dell’oceano Atlantico, la foca monaca dei Caraibi, il coguaro,  l’orso dell’Atlante, il lipote, il quagga del Sudafrica.
Non è bastata la pandemia di Covid ’19, né l’innalzamento delle temperature del pianeta, lo scioglimento dei ghiacciai, la desertificazione crescente, la perdita di habitat naturali per gli animali, l’estinzione e il rischio di estinzione per diverse specie, per spingerci a recuperare una visione sacra della terra – Madre che proprio in questi anni e in questi giorni nella nostra provincia continua ad essere oltraggiata.
Allora ritorniamo a rendere grazie alla terra, alla Madre Terra, che torni ad essere una matrice spirituale, da inserire anche nella didattica. Questo potrebbe formare e smuovere le coscienze ad un cambiamento radicale, necessario per il rispetto e la vita su questo pianeta, affinché la prossima razza ad estinguersi non sia l’essere umano.
Canzone dedicata, Gargano mio
https://www.youtube.com/watch?v=SW9SdqKwHfw
 Nazario Tartaglione

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