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SAN SEVERO. “TUTTI UNITI PER VITO”.

Dopo la storia di Gianpiero SAGLIMBENE, il Sergente Maggiore affetto da un male incurabile, ma che grazie ad una raccolta fondi per aiutarlo affinché potesse operarsi e cercare di salvarsi, un nuovo caso necessita di particolare attenzione.

Si tratta di Vito, cittadino sanseverese affetto da un tumore molto aggressivo.

La moglie sui social, identificabile con il nome di Livia DC, il cui cognome è DI CESARE, così scriveva all’inizio di questa amara parentesi familiare che si spera di aiutare a dirigere verso un risvolto positivo.

“Chiedo umilmente una preghiera per mio marito. Stiamo combattendo da diversi mesi, quattro tumori di cui l’ultimo impossibile da operare. Gli stanno facendo le terapie, spero e prego tutti i giorni affinché si riduca, abbiamo due figli, non può finire così. Se qualcuno mi può aiutare anche a cercare una struttura migliore in grado di intervenire su mio marito (testa e collo) può contattarmi. Io mi chiamo Livia e mio marito Vito. Siamo di San Severo, Foggia. Vi ringrazio per le preghiere, Dio ce ne rende merito. Grazie, Livia”.

Ed inseriva il link della raccolta fondi, che è partita proprio su Facebook, “TUTTI UNITI PER VITO”.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=167452061075917&id=100034333718921

LIVIA è un’altra moglie molto coraggiosa e che non si dà pace, tentando anche l’impossibile pur di salvare il caro marito che in pochi mesi, come lei dichiarava pubblicamente, ha subito tre interventi chirurgici. Il suo purtroppo è un tumore aggressivo, di cui l’ultimo è una recidiva non operabile: un carcinoma squamocellulare sottomandibolare e alla laringe.

Ma LIVIA ha voluto e continua a voler andare avanti, chiedendo altri pareri, fin quando non si trovi una cura che possa salvarlo, pur se dovesse essere non in Italia.

E così LIVIA scriveva:
“Iniziò tutto a dicembre, un calvario tra dolori allucinanti, nottate e sofferenze. Siamo stati tre mesi a Parma e adesso sta facendo le terapie, ma non si vedono i risultati. In questo percorso abbiamo conosciuto medici straordinari che ci hanno aiutato molto e con questo appello non voglio offendere la professionalità e umanità di nessuno, anzi non li ringrazierò mai abbastanza per quello che hanno fatto e fanno tuttora per mio marito. Ma io non mollo, voglio andare avanti e chiedere anche altri pareri, affinché non si trovi il medico che mi dirà che può curare mio marito, anche se non sarà qui in Italia. Siamo stati pure al CNAO per adroterapia, ma purtroppo mio marito non la può fare e neanche la radioterapia a causa di una patologia genetica molto rara”.

Una moglie che non si rassegna e così racconta il suo dolore:
“Cari amici Vi scrivo perché voglio condividere con voi le nostre giornate intrise ormai di sofferenza e terribile paura, perché il tempo stringe inesorabile e si allontana sempre più la nostra speranza.
Vi scrivo con la disperazione di una moglie che non vuole smettere di lottare e non è per puro accanimento, ma perché non mi perdonerei mai di non tentare una possibilità.. anche se fosse l’ultima possibilità per salvare mio marito.
Vi scrivo con la sofferenza di una mamma che ogni giorno vede gli occhi tristi dei suoi figli vivere questa situazione disperata nella propria casa dove regna solo dolore.
Ma soprattutto vi scrivo per confidarvi che la mia fede in Dio e la mia onestà va oltre tutte le dicerie che trovano il tempo che trovano, ma basta un attimo per cancellarle per dare spazio a cose più importanti.
La situazione continua ad essere molto critica per tante ragioni, perché Vito vuole mollare di fronte alle difficoltà che ci sono, perché convinto che la sua malattia sta trascinando in un baratro tutta la famiglia… si perché un cancro oltre a tanti dolori e sofferenze fisiche annulla la persona nella sua dignità di essere umano.
Ma io non voglio mollare e con tutto il mio cuore chiedo a chiunque di tendere la mano. In queste ore mi sono affannata a chiamare ovunque per il trasporto sanitario veloce perché Vito QUELLA VISITA MARTEDÌ DEVE FARLA.
L’elicottero non è attivo per trasporti privati e impiegherebbe troppe ore con uno scalo per rifornimento carburante, l’unica soluzione sarebbe un aereo e dopo aver inviato più lettere ed email al Responsabile della Protezione Civile e al Prefetto, dai quali non ho avuto ancora notizie, mi sono attivata chiamando un aereo privato che fa soccorsi sanitari e l’ importo chiesto solo per l’andata è di 11.500€, cifra per noi improponibile…
La raccolta fondi si è bloccata improvvisamente a causa di chi ha diffamato questa famiglia (non so perchè) e sulla base di una diffidenza della gente e Vito sta pagando le conseguenze di cui non ha colpa ma vi garantisco che sembra di camminare in un vicolo cieco.
Chiedo umilmente di aiutarci almeno per questo obiettivo così importante… la visita dal Prof Rizzotti .. è una speranza troppo importante per noi .
Con tutto il cuore vi abbraccio
Livia”.

Un appello che dice tanto e che fa capire quanto contino non solo il supporto affettivo, ma soprattutto quello “materiale”.

La Gazzetta di San Severo si unisce nel diffondere questo grido accorato di aiuto, con la speranza che si mobilitino altresì le Autorità e che possano contribuire anch’esse nel dare una mano.

Dunque, che nessuna diceria possa inficiare questa raccolta fondi e che possa proseguire nel migliore dei modi!

“Occorrono 11.500 euro per volare dal professor Rizzotti. Martedì c’è la possibilità che un dottore di Treviso possa visitare Vito, affetto da 4 tumori, purtroppo avendo il sondino non può viaggiare normalmente, ci vorrebbe un mezzo attrezzato, ma ahimè questa famiglia non sta ricevendo aiuto neanche dall’Amministrazione Comunale!”, questo è l’appello rivolto alla Gazzetta e che pubblichiamo, cercando di donare la stessa attenzione rivolta a Gianpiero.

Del resto il VALORE DI OGNI VITA È UNICO ED INCOMMENSURABILE.

Elisabetta Ciavarella

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