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San Severo: un imbarazzante “verde pubblico” deturpa chiese e monumenti

Di fronte al “mutismo selettivo” che ha colpito l’Assessora all’Ambiente destinataria di numerose lamentele di cittadini e non solo, non possiamo che tirare qualche considerazione, visto lo stato di trascuratezza in cui si è consegnata la Città ai sanseveresi per le festività pasquali (invasa da un imbarazzante “verde pubblico”) e in vista di ciò che ci aspetterà per le celebrazioni patronali del mese di maggio.
È già da diverso tempo che i toni di ogni conversazione politica nella nostra Città si sono alzati, e questo sembrerebbe accettabile (con dei limiti) se avvenisse nel luogo a ciò deputato – il Consiglio Comunale – se solo ce ne fosse l’occasione.
È meno normale il fatto che i toni della conversazione si esasperino anche quando gli interlocutori della nostra Giunta comunale sono i cittadini stessi di San Severo, nei confronti dei quali il Sindaco e gli Assessori svolgono un servizio, e da cui non ci si aspetterebbe mai di essere trattati con sufficienza e frettolosità quando si chiedono delle spiegazioni, vista – al contrario – la calma e la totale disponibilità quando arriva il momento di tagliare nastri e partecipare a eventi pubblici.
Ma passiamo al verde pubblico e al servizio di pulizia delle strade: nel settembre 2021, all’indomani della nomina del nuovo Assessore Mariella Romano per queste deleghe, molte promesse eclatanti sono state fatte, visto anche l’entusiasmo con cui la stessa Romano – all’epoca consigliere – ha fatto più volte presente, in maniera incalzante, la sua disponibilità ad entrare a far parte della Giunta Comunale.
A distanza di sette mesi dall’insediamento dell’Assessore Romano, (tempo in cui ci siamo ben riguardati dal sollevare critiche), la Città vive ancora “alla giornata”, con superflui comunicati stampa – più volte riportati anche dalla nostra testata – e con una moltitudine di post pubblicati sulla propria pagina social, in cui si annunciano come “eccezionali” attività ordinarie, come lo sfalcio di qualche ciuffetto di erba campestre qua e là, e solo in alcune aree della Città. Non si è riusciti, dopo tutto questo tempo, a riorganizzarsi in modo tale da offrire quel servizio di igiene per cui i cittadini hanno versato la TARI.
La Città non ha più bisogno di proclami eccezionali o di messaggi fine a se stessi se mancano i servizi nel quotidiano, e a volte basterebbe davvero poco.
Basterebbe, ad esempio, rendere subito presentabile il centro storico, dove in alcuni punti c’è vegetazione anche ai margini del grande patrimonio cittadino architettonico-culturale. Le foto allegate testimoniano in modo inconfutabile lo stato di incuria di alcune strade del centro. La nostra Gazzetta terrà alta l’attenzione su questo argomento, sollecitando chi di competenza ad affrontare “seriamente” un piano del verde pubblico che preveda lo sfalcio dell’erba, la sistemazione delle aree verdi e la pulizia delle strade come operazioni di routine come accade in tutte le città, senza essere spacciate agli occhi dei cittadini come attività “straordinarie”.

 

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