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SAN SEVERO: UNA STAZIONE A DUE BINARI

di TERESA FRANCONE

Chi lo avrebbe mai pensato. San Severo, una stazione con solo due binari. L’ uno è per treni modernissimi, dove i passeggeri sfruttano l’alta velocità per fuggire da una pessima realtà locale, molto spesso muniti di un biglietto di solo andata. Studenti affamati di concretezze formative complete, gioventù fiduciosa in altrove fortuna, lavoratori in braccio alla disoccupazione che soddisfano i bisogni familiari fuori sede, ritornando nei week end. L’altro è un binario morto dove sosta una vecchia ed arrugginita locomotiva, che con scarsi risultati, coraggiosi sanseveresi hanno cercato di esserne trazione per farla ripartire. E’ la locomotiva di coloro che scelgono di rimanere, di coloro che subiscono il freno meschino posto sulla cultura, sul lavoro e sulla vita stessa, di quei ragazzi imprigionati in quella mentalità radicatasi del far niente, del guadagno facile ed illegale. Evidente la mancanza di un capostazione che si occupi di sorvegliare e regolare le partenze a favore degli arrivi, un capotreno che gestisca più le discese che le salite a bordo, chiudendo le porte al malcontento che sta prendendo piede nella nostra città, un macchinista che conduca, osservi, verifichi, ispezioni e prevenga i rischi che stiamo correndo. Se l’impianto ferroviario presente a San Severo ha subito il declassamento, non mi stupirei se la città subisse la stessa sorte. La consapevolezza è comune che prima o poi subiremo un maggior impoverimento economico di quello già evidente, con la conseguente riduzione progressiva della popolazione residente. Perderemo l’occasione di apprezzare figure utili allo sviluppo dell’intero territorio. Laddove vi è una buona stazione, vi sono anime che giungono importando bagagli di ricchezza, ed altre che partono esportando bagagli di bellezze che producono incontri. Una domanda sorge a bruciapelo: dovremo, dunque, rassegnarci ad una stazione più viva solo nelle festività, quando tutti ritornano per riabbracciare le famiglie, le tradizioni ed i sapori?

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