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San Severo: Un’altra attività chiude. Ancora due giovani costretti a emigrare.

Addio nostra cara città.

Le cose da queste parti davvero non stanno andando bene!

La crisi e il Covid hanno piegato sulle ginocchia anche i grandi colossi costretti a chiudere i battenti, ma molto incide il contesto socio economico del territorio in cui si vive. Assistiamo oramai quotidianamente alla drammatica chiusura di molte attività e di troppi sanseveresi giovani e non solo, costretti ad emigrare verso il nord Italia o altri paesi d’Europa. Negli ultimi decenni, non c’è stata nessuna azione mirata ad incentivare aziende commerciali, artigiane e fabbriche di rilevanza nazionale ad investire nel nostro territorio con nuove aperture, garantendo una graduale crescita occupazionale. Mancano i servizi, l’escalation criminale, la maleducazione e l’inciviltà incidono negativamente sullo sviluppo del tessuto sociale ed economico. Tutti elementi che contribuiscono alla desertificazione del nostro territorio, i dati ISTAT dei residenti parlano chiaro.

Oggi a chiudere i battenti è il ristorante, “Il Giardino dell’Eden”, nato dalla passione dei fratelli Cota, Mario chef e Chiara responsabile di sala. Nel 2018, poco più che ventenni, terminati gli studi di formazione (Gambero Rosso e ALMA), spinti dalla passione e da tanta voglia di fare, decidevano di investire a San Severo. Mario il fratello maggiore, apprezzato per i suoi piatti creativi, ha inviato alla nostra redazione una lettera aperta. Una lettera di Addio nostra cara città”

“Un’attività si chiude, la volontà  di 2 ragazzi si spegne , niente  di nuovo  pensiamo tutti noi,  dopotutto c’è  stato il Covid che ha rovinato la struttura commerciale, sociale  e psicologica di questo paese. Ed è  qui che sbagliamo, il problema  è  più  radicato, la questione è  più  complessa. Potremmo passare ore, io e mia sorella, qui a spiegare i motivi che ci hanno spinto a cessare definitivamente l’attività, a chiudere la serranda per sempre, ma le motivazioni  le sappiamo  tutti, e ci nascondiamo proprio dietro di esse.
Vi facciamo una domanda: ” sapete cosa manca in questa città?”
Ora potremmo rispondere con banalità  come: “soldi, un’adeguata amministrazione (giusta risposta comunque) fondi ecc…”oppure qualcuno della “vecchia guardia” potrebbe dire che non abbiamo  avuto la giusta “voglia di lavorare”. Tutte queste risposte  sono errate; si è  vero, i fondi non ci sono,  e mai ci saranno e le attività che nascono per rendere questa città  sempre più  viva e aggiornata, non ricevono il giusto apprezzamento e il giusto aiuto.
Ma la risposta  giusta alla  domanda  :” cosa davvero manca in questa città?” È:
La Speranza!
La speranza  di dire :”ehi ho 23 anni e credo nella mia città, posso farcela! ed ho la Speranza  che qualcuno possa aiutarmi,  ho la speranza  che la gente  possa credere nei giovani che restano al sud, ho la speranza  che coloro che sono seduti su quelle poltrone importanti possano agevolare la crescita professionale  ed umana di noi ragazzi volenterosi; perchè cari “capi” seduti lì, che ogni giorno  ci guardate dall’alto  credendo che fare una pista ciclabile  o una zona pedonale  possa voler dire essere ottimi rappresentanti di noi cittadini, non state andando  bene, non ci state dando speranza. Se davvero volete capire cosa succede in questa città, dovreste mettere un piede giù  dal trono e passo dopo passo scendere tra le persone  che ogni giorno  onestamente cercano di guadagnarsi il pane, quelle persone che contano solo sulle loro forze per sostentarsi, credendo al 100% in quello che fanno, crescendo e lavorando ONESTAMENTE. Perché  ammettiamolo, crescere nel contesto di una San Severo retrograda e violenta dove ogni piccolo passo verso il futuro viene visto con terrore e ribrezzo, non è  facile.
Ora ci riferiamo a voi ragazzi,  a voi adolescenti che pensate che tutto sia stupendo  ora, che il vostro futuro  potrà  essere roseo se doveste rimanere qui proprio come quello dei nostri genitori  che sono riusciti a farcela in una cittadina così. 
Non credete a niente,  non fatevi illudere dalla bellezza esteriore  della nostra città, (perché  sì! San severo è  stupenda e lo è  sempre stata) prendete  tutta la voglia  di vivere, tutta la voglia di agire, di esplodere come persone creative, di lasciare un segno al vostro passaggio,  di cambiare; prendete  tutto ciò  e portatelo altrove. Portatelo a chi sa accogliere la vostra professionalità,  la vostra eleganza,  il vostro  coraggio, l’arte , la creatività,  l’intelligenza  e persino le paure. NON C’È  STATO UN SINGOLO AIUTO  da parte di nessuno, non abbiamo  chiesto molto, avevamo bisogno che qualcuno ci ascoltasse, che qualcuno ci desse una mano a crescere.
San Severo non è  più  un terreno  fertile, e non lo sarà  mai. Ogni cosa bella è  destinata a rimanere chiusa , intrappolata in una scatola  che mai verrà  aperta  per paura del “progresso”.
Noi ringraziamo  tutte le persone che ci sono state accanto  in questi  4 anni, persone che hanno riempito il nostro  cuore, che ci hanno fatto capire quanto valiamo e quanto ancora possiamo  crescere. Siete stati la nostra Fonte di SPERANZA e non vi dimenticheremo mai, ci avete dato la forza di combattere  ogni giorno per le cose in cui crediamo,  perché  l’idea  di fare la differenza  non era poi così  una brutta idea. Non lo era…
Grazie di cuore per questa esperienza un po dolce e amara e Addio nostra cara città, ti lasciamo a malincuore ma pronti a vivere una vita Migliore.”

Mario e Chiara Cota

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