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SAN SEVERO: Violenza chiama violenza

Gli ultimi episodi di trasgressione delle regole e le minacce nei confronti del Sindaco sono sicuramente da rigettare e condannare fermamente ma non basta.

Questa città, secondo la nostra analisi, è intrinsecamente violenta e proveremo ad accennare alcune cause e responsabilità storiche e recenti.

Purtroppo  una realtà insicura e  coltura di malaffare non attira investimenti se non di dubbia qualità (centrale a turbogas, impianti di smaltimento rifiuti, nella migliore delle ipotesi centri commerciali) che spesso sono stati barattati con promesse di assunzioni anche a gente non proprio trasparente.

A partire dallo stravolgimento del primo piano regolatore (Pugliese) e  le scelte urbanistiche successive non hanno puntato quasi mai a rendere servizi ai cittadini, piuttosto si è cercato sempre di realizzare il massimo delle cubature di cemento in centro e nelle periferie, con la complicità di tecnici pubblici e privati e di buona parte della classe politica, salvo lodevoli eccezioni,  degli ultimi decenni.

Questa congestione disordinata e confusa ha alimentato un diffuso malessere, e prodotto  un eccesso di case  invendute o abbandonate, p.es. nel c.s.,  a discapito di un armonico sviluppo della città coerente con le sue vocazioni naturali, con la quantità di abitanti e che rispettasse i famosi standard urbanistici ad uso pubblico: polmoni verdi, campi di gioco, spazi per anziani, percorsi pedonali e ciclabili, aree di sosta e parcheggi di scambio ecc. Molti tecnici dovrebbero fare una severa autocritica perché non hanno fatto prevalere le idee di ampio respiro ma si sono adeguati ai desiderata dei costruttori e con il benestare degli amministratori.

Pochi sanno che abbiamo fatto crepare di risate la Regione Puglia quando fu inviato il PUG nel quale si profetizzava una crescita della popolazione fino a quasi centomila abitanti, per giustificare le nuove lottizzazioni, insieme tante altre omissioni e amenità, tanto è vero che gli uffici regionali lo rimandarono al mittente con decine di osservazioni.

Solo, per fare un esempio recente, la realizzazione di due centri commerciali: Lidl di fronte all’ospedale, MD in viale C. Rispoli, non è stato  realizzato un filo d’erba, pur attirando, ovviamente traffico giornaliero di una certa importanza.

I problemi atavici rimangono in una perenne sospensione: dalla questione del mercato ortofrutticolo (iniziata ai tempi di Giuliani Sindaco), alla problematica dello smaltimento dei rifiuti che procede sempre per situazioni provvisorie e inadeguate, l’impianto di depurazione, la questione della fogna bianca….

Intanto molte strutture pubbliche (scuole, macello, ex ufficio del lavoro, casa per anziani…),  restano abbandonate e oggetto di rimpallo sulla loro  gestione, es. ASL, Comune mentre incredibilmente si pensa di realizzare nuovi casermoni in terreno agricolo alla periferia della città.

Sono state sprecate enormi risorse per la c.d. rigenerazione urbana, con quali risultati: viale 2 giugno, mercato di porta S.Marco, piste ciclabili, il tutto in unostato di precarietà di sotto-utilizzazione  o inutilizzabili.

Qui la lista della spesa sarebbe molto lunga ma in questo momento ci preme sottolineare con forza che se non si cambia decisamente la mentalità di chi amministra  spesso senza una visione strategica e dei cittadini, questa città è destinata ancor di più al declino e sarà foriera di violenza, subcultura, prepotenza.

Ognuno deve fare la sua parte: la scuola, le istituzioni, le forze dell’ordine, la società politica e civile ma senza barare e senza ipocrisie, quando nelle campagne elettorali vediamo  noti personaggi  sbracciarsi per questo o quel candidato, viene spontaneo chiedersi qual è la ricompensa.

Da  troppo tempo  si giustificano, tollerano piccole e grandi trasgressioni evidenti a tutti e che non fanno crescere la cultura della legalità, piuttosto la mortificano. Non ci pare di aver mai ascoltato un politico ammettere di aver sbagliato nel favorire assunzioni anche in posti di grande responsabilità come l’ospedale, la scuola, gli uffici comunali e perfino nei centri commerciali. Con queste premesse è difficile aspettarsi che la città vada nella direzione del futuro, dell’innovazione, del progresso, qui c’è in atto un’emorragia che avrebbe dovuto veramente far andare in pellegrinaggio più di un politico e amministratore in ginocchio presso la Madonna del Soccorso. “Per quanto vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti!” recita la canzone di un nostro cantautore.

Noi Verdi non faremo mancare le nostre proposte per una città più sostenibile, più dolce e meno inquinata.

Verdisansevero@gmail.com

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