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SANITÀ, CERA (LEGA): “DECARO FA LA LEZIONE SULLE CARENZE NAZIONALI, MA I NUMERI DELLA PUGLIA LI HA DECISI LUI. GOVERNA LUI, RISPONDA LUI”

“Nell’intervento finale del Consiglio monotematico sulla sanità, il Presidente Decaro ci ha fatto una dotta lezione sulle carenze strutturali del sistema sanitario nazionale. Tutto vero, per carità. Ma di quello che succede in Puglia, oggi, con lui alla guida, non ha detto una parola. E allora gliela diciamo noi, con i numeri delle relazioni ufficiali”.

Così Consiglio monotemati, consigliere regionale della Lega, al termine della seduta.

“Le carenze nazionali non spiegano perché la sanità pugliese perde in ogni provincia. Dai dati di bilancio delle Asl: Foggia chiude con oltre 78 milioni di perdita, Brindisi oltre 57, Taranto 54, Lecce 46. Il Policlinico di Bari perde oltre 75 milioni, quello di Foggia quasi 30. E l’unica Asl formalmente in positivo, Bari, chiude con circa 97 mila euro su un bilancio da centinaia di milioni. Un pareggio simbolico. Questi non sono numeri di Roma. Sono i numeri della sua amministrazione”.

C’è poi una contraddizione che nessuna carenza nazionale può giustificare. “Dalle relazioni aziendali, mentre cresce la spesa, non crescono le cure. A Foggia il costo del personale aumenta di oltre 20 milioni, ma le prestazioni specialistiche calano di più di 108 mila. A Lecce il personale cresce di oltre 26 milioni e diminuiscono i ricoveri. E nel frattempo esplodono le consulenze esterne: a Foggia quasi 11 milioni, più 38 per cento; al Policlinico di Foggia si sfiora il 60 per cento in più. Si assume dentro e si spende fuori, contemporaneamente. Questa non è colpa di Roma. È organizzazione regionale. Si decide qui”.

E poi c’è il conto che pagano i cittadini. “A fronte di questo disavanzo è scattato l’aumento dell’addizionale IRPEF regionale: dai dati ufficiali, circa 242 milioni di euro presi dalle buste paga e dalle pensioni dei pugliesi. Hanno pagato di più. E la mobilità passiva racconta che ricevono di meno: solo per Foggia parliamo di oltre 466 milioni di mobilità passiva lorda, con cittadini costretti a curarsi fuori dalla Puglia”, evidenzia Cera.

“Allora il punto è semplice, Presidente – rimarca il consigliere -. Le carenze nazionali esistono e nessuno lo nega. Ma non decidono loro dove collocare il personale, quante consulenze attivare, come organizzare le liste d’attesa, perché un cittadino di Capitanata debba prendere un treno per curarsi. Quelle sono scelte regionali. Sono le sue”.

“Decaro non può presentarsi come il presidente della Regione quando taglia il nastro e diventare spettatore delle carenze nazionali quando arriva il conto. O si governa, o si commenta. Non tutte e due nello stesso giorno. Noi non gli chiediamo di risolvere i problemi del mondo. Gli chiediamo di rispondere dei suoi numeri. Qui, in Puglia. Non a Roma”, conclude Cera.

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