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SANSEVERESI IN SCENA CON RODARI

L’AUSER-SAN SEVERO (Associazione del Volontariato e dell’Invecchiamento Attivo) organizza per il 15 DICEMBRE uno spettacolo teatrale mettendo in scena un testo di GIANNI RODARI al fine di rendere omaggio al più grande scrittore di favole e filastrocche del Novecento Italiano. Saranno gli stessi iscritti dell’Auser (donne e uomini) a cimentarsi nel teatralizzare una sua filastrocca intitolata <<IL PIANETA DEGLI ALBERI DI NATALE>>. Il teatro- come è noto-  è una delle attività più idonee per la terza età. E’ uno strumento per contrastare l’invecchiamento e per stimolare l’aggregazione sociale degli anziani ottimizzandone le capacità espressive e creative. E’ una opportunità per evitare l’isolamento e la solitudine, una esperienza straordinaria per allenare la memoria. Serve al potenziamento della rete relazionale e alla scoperta di attitudini e capacità personali. E’ stimolante per l’integrazione tra soggetti sino a giungere ad unaproduttività dello scambio tra le generazioni con il coinvolgimento di soggetti di età diverse. La metodologia utilizzata si ispira al teatro d’animazione. Il teatro viene proposto come modo di relazione e di incontro e non come imposizione di manierismi o come dimostrazione di bravura. La drammatizzazione teatrale deve essere intesa come mezzo di forte comunicazione emotiva, un PROCESSO TERAPEUTICO che mette in moto i conflitti, le paure, le angosce, le quali si sciolgono, si sublimano e si superano mentre si rappresentano.  Come si procede? Costruendo una mappa emotiva che si snoda attraverso un happening di letture collettive. Si parte da una fiaba, da una filastrocca, da un fatto di cronaca che ha colpito l’immaginazione dei partecipanti e la loro sfera emotiva. Si apre una discussione per commentare ciò che si è letto e, soprattutto, si sollecita una eventuale trasposizione scenica dei fatti più interessanti. Si avvia così una sorta di “pensatoio creativo“ per la messa in scena, dove ognuno prende la parola, propone, suggerisce situazioni inedite, fantasiose. Si delinea così, pian piano, la storia da mettere in scena. In questa fase occorre avere molta pazienza ed essere consapevoli che fino al momento di strutturare la prima rappresentazione non bisogna farsi cogliere “dall’ansia della rappresentazione teatrale”. Imporre dialoghi preconfezionati è una forzatura inutile, occorre, invece, pensare ad un teatro che si richiami – in qualche modo – al canovaccio della Commedia dell’Arte, un teatro contenente lo schema abbozzato della trama e le annotazioni sceniche utili per una recitazione spontanea, QUASI “A BRACCCIO” ed evitare la meccanicità e la ripetitività dei gesti e delle battute. Altrimenti diventa qualcosa di stressante, di oppressivo, di ossessivo. Altrimenti si giunge alla “esibizione”, “alla recita affettata e noiosa”. È fondamentale che si segua soprattutto la “mappa emotiva” della scena o della storia da rappresentare. Se si è coinvolti in prima persona, allora scatta quel momento creativo nel quale si può “recitare a soggetto” e la scena non ne perde, anzi… ci si può trovare di fronte a delle trovate o battute originali, interessanti. Allora: <<in bocca al lupo e si alzi il sipario>>!                                                                                                                                       

 

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