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Savino e Forza Italia non son rimasti a guardare: gli scenari

“Tanto tuonò che piovve” recita un vecchio e saggio detto. E dopo tanti proclami, annunci, manifesti e comunicati stampa, il numero 17 (tanti i Consiglieri comunali, su 30, che hanno firmato “l’impeachment” al sindaco, Gianfranco Savino) si è dimostrato

 

funesto in tutta la sua essenza, anche cabalistica, ed ha portato alla fine anticipata della Giunta Savino a poco più di tre mesi dalle elezioni amministrative del 25 e 26 maggio, sperando che si tratti veramente della “primavera sanseverese” tanto auspicata. Il prefetto, Luisa Latella (che ha proposto al Ministero dell’Interno, lo scioglimento del Consiglio comunale), ha nominato ed inviato subito nella “Città dei campanili” il suo delegato, Nicolina Miscia come Commissario prefettizio, che ha azzerato tutti i precedenti incarichi: la dott.ssa Miscia è di Lacedonia (AV) già vice prefetto aggiunto, Dirigente Area I Bis-Ordine e Sicurezza Pubblica, Dirigente reggente Area III Bis- Applicazione del Sistema Sanzionatorio Amministrativo,Affari Legali, Contenzioso e Rappresentanza in giudizio. Prima di ipotizzare gli scenari amministrativi post Gianfranco Savino, tanto l’avvocato dichiara a La Gazzetta: “Mi dispiace per la città. La faccenda era già nell’aria da un po’ ed era nota non solo a San Severo. L’azione, ha finalmente smascherato e fatto uscire allo scoperto coloro che tramavano e che ancora finalmente, si sono qualificati. Quanto accaduto – continua con piglio Savino – mi sta dando ulteriori energie per l’impegno politico, in favore solo ed esclusivamente per la mia città. Come candidato Sindaco del grande partito Forza Italia, sarò aperto alle idee delle associazioni e dei singoli cittadini anche per formare delle liste migliori di 5 anni fa. Mi sono già messo al lavoro per questo nuovo percorso elettorale, che sarà certamente una sfida non semplice, e poi amministrativo per tutto quanto è stato fatto e si sta facendo in questa direzione”. Savino entra nel dettaglio di quanto accaduto lunedì 10 febbraio alle ore 18.30 circa: “I cittadini devono sapere e capire con quali personaggi hanno a che fare e che si identificano come amministratori seri e leali; che antepongono i propri interessi a quelli della collettività. Io ero il ‘nemico’ da abbattere – conclude Savino – per far realizzare le loro velleità di candidarsi a Sindaco di uno sbandierato centro destra. Al momento FI, UDC, DC, Nuovo PSI, PpdT ed altre forze, sono il vero centro destra a San Severo”. L’avvocato Savino era da tempo nel ring e come un buon pugile incassatore sembra aver assorbito meglio il “montante destro”, malgrado tutto, che il “gancio sinistro”. La chiave di volta potrebbe essere proprio questa: malgrado il fronte anti Savino ormai allargato anche a chi fino a ieri lo difendeva a spada tratta, spodestarlo da Palazzo Celestini (visto che era stato riconfermato dai vertici forzisti di Capitanata, come il sen. Lucio Tarquinio) voleva dare il chiaro messaggio di “parità” ai suoi diretti aspiranti competitors, all’interno dello stesso partito FI: Primiano Calvo (che non ha mai negato la legittima aspirazione) e Leonardo Lallo (fondatore a San Severo, nel ’94, del partito di Berlusconi). Forza Italia, non è stata a guardare. Il coordinatore provinciale Franco Landella, pochi minuti dopo l’atto di sfiducia, nel riconfermare con forza la candidatura di Savino, ha tolto il “distintivo” ai Consiglieri azzurri che si sono dimessi e “Con i cittadini sanseveresi che sono costretti ad assistere ad una guerra fratricida – ha dichiarato Landella – perpetrata da chi, evidentemente, antepone gli interessi personali a quelli della propria comunità”. Commissariata anche FI di San Severo. L’epurazione, simili et similibus nelle modalità, anche per la Puglia prima di Tutto che con il coordinatore provinciale Giovanni Longo ha detto chiaramente che Persiano, Cota e Florio non fanno più parte del movimento “Perché l’iniziativa da essi, autonomamente assunta, è in forte e assoluto contrasto con la linea politica preventivamente e direttamente concordata con questo coordinamento provinciale, che vede tradito e compromesso lo spirito che, in prossimità della prossima competizione elettorale, dovrebbe cementare e tenere unita la coalizione dei partiti del centrodestra”. In città, si percepisce sempre più un “caos calmo”, con una situazione meglio delineata nel centro sinistra, con la coalizione “San Severo: bene comune” che candida Francesco Miglio (ex PD, dopo l’espulsione per non aver partecipato alle primarie) ed il candidato sindaco che verrà fuori il 23 febbraio: Marino, Presutto, Capone e Florio. Quindi, se “Atene piange Sparta non ride”. In mezzo, tante associazioni e liste civiche che cercano la “giusta” collocazione, ed il M5S che certamente non starà a guardare e che potrà contare su un elettorato giovane ed agguerrito. Insieme ai pentastellati, più come outsider che come sparring partner, il “Rommel” della politica sanseverese e le sue truppe del centrodestrakorps: Giuliano Giuliani.

 

 

Beniamino PASCALE

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