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SE HO UN FIGLIO SCAPESTRATO COSA FACCIO? E’ ORA CHE I GENITORI FACCIANO LA LORO PARTE

Vi sono persone che hanno una strana idea di “buon nome”, di “onorabilità”, di “buona immagine”, una idea – a volte, palesemente ed ipocritamente strumentale – del tutto avulsa dalla realtà della vita, come anche dalla morale.
Se ho un figlio scapestrato, che ha preso una brutta strada, cosa faccio?
Per “l’onorabilità”, il “buon nome” della famiglia, giro la faccia dall’altra parte, magari lo copro, diventandone complice?
Oppure, affronto la situazione, cercando di recuperare mio figlio, magari con l’aiuto di parenti, amici, istituzioni, a seconda della gravità della devianza?
Quando conservo il mio onore, quindi la mia onorabilità?
È evidente : nel secondo caso!
Se recupero mio figlio, salvo la sua vita, svolgo felicemente il mio ruolo di padre di famiglia, aiuto la società, e riesco ad inverare il buon nome della mia famiglia, che è certamente frutto di chi mi ha preceduto, ma che perdo per mia responsabilità.
La storia ci insegna che i blasoni, anche quelli plurisecolari e gloriosi, possono cadere, per molteplici ragioni.
Ma possono tornare a brillare se vi sono generazioni che sanno rialzarli.
In diritto nobiliare si chiama “legittimità di esercizio”; nella vita di ogni giorno si chiama responsabilta’ e coraggio.
San Severo ha necessità di donne e uomini che siano responsabili ed abbiano coraggio per trovare “legittimità di esercizio”, ovvero per avere la libertà di essere Cittadini.
Il resto, tutto il resto, è “flatus vocis”, il coraggio dei leoni da tastiera che lasciamo volentieri a qualche vecchio trombone.
Avv. Dario de Letteriis

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