Sergio Del Buono, 22 anni: prima della divisa, il coraggio. Dalla torretta al libro, tra scuola e soccorso in mare

TRINITAPOLI – Non è una formula di circostanza, né un sogno vago: per Sergio Del Buono “Guardia Costiera” vuol dire Stato. Vuol dire disciplina, responsabilità, prontezza. Vuol dire salire su una motovedetta quando il mare alza la voce, quando la paura resta muta e un errore si paga in vite. E lui, quella scelta, l’ha già compiuta più volte — prima ancora di indossare una divisa.
L’estate 2025 lo ha messo davanti alla prova più dura, quella che non ammette repliche: quattro persone salvate in otto giorni. Il 18 agosto, al Lido Aurora di Margherita di Savoia, lo scenario è quello che ogni bagnino teme: bandiera rossa, onde alte, correnti traditrici. Del Buono avvista una ragazza di 18 anni e una bambina di 8 trascinate al largo. Capisce subito che non c’è tempo da perdere: lancia l’allarme, entra in acqua con il rescue can e le riporta a riva, fino all’affidamento ai soccorsi e ai familiari.
Quel salvataggio non è rimasto un “episodio estivo” da archiviare. Nei primi giorni di settembre, durante “La Notte dei Talenti – Premio Terra degli Ipogei”, Trinitapoli ha scelto di ringraziare pubblicamente: il sindaco avv. Francesco Di Feo ha consegnato a Sergio Del Buono una Targa al Merito, indicandolo come esempio per i coetanei e motivo d’orgoglio per la comunità.
Poi è arrivato anche il riconoscimento delle istituzioni del mare. A circa un mese di distanza, a Bari, nella sala riunioni della Stazione Satellitare Italiana Cospas-Sarsat della Guardia Costiera, il giovane trinitapolese ha ricevuto un attestato di benemerenza consegnato dall’Ammiraglio Ispettore Sergio Liardo, con un plauso espresso anche dall’Ammiraglio Ispettore (CP) Vincenzo Leone. Un passaggio che pesa, perché non celebra soltanto il coraggio: certifica l’affidabilità di chi interviene quando i secondi diventano decisivi.
È qui che si capisce perché Sergio parla di “servire lo Stato” senza retorica. La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera non è solo soccorso: è ricerca e salvataggio, sicurezza della navigazione, tutela dell’ambiente marino e costiero, controllo delle attività legate al mare. È un presidio quotidiano in un Paese che vive circondato dall’acqua. Ed è anche un numero che dovrebbe essere automatico, per tutti: 1530, emergenze in mare.
Intanto Del Buono ha aggiunto un tassello raro per età e lucidità: a soli 22 anni ha scritto “Il mondo dei Bagnini di Salvataggio” (284 pagine, ISBN 979-12-82009-41-6), un libro che intreccia esperienza diretta, tecniche operative e vita quotidiana di chi “veglia sulle acque”. Un modo per fare due cose insieme: continuare a intervenire — e al tempo stesso alzare l’asticella della prevenzione.
Oggi Sergio Del Buono è anche insegnante con contratto a termine in un Istituto di Istruzione Superiore della provincia di Como. Ma la direzione resta una sola: portare la propria esperienza oltre la torretta, dove la riva finisce e comincia il compito più grande. Perché c’è differenza tra desiderare una divisa e dimostrare di meritarla: lui, mentre altri tornavano a terra, si è tuffato. E adesso chiede una cosa soltanto: poterlo fare per lo Stato, ogni giorno.



