SERRACAPRIOLA: NO a due impianti di Biometano da reflui zootecnici a Serracapriola

Il Consigliere comunale Marco CAMPOREALE è il primo firmatario della richiesta di convocazione da parte di un quinto dei Consiglieri in seduta straordinaria del Consiglio Comunale.
Nel piccolo Comune dell’Alto Tavoliere infatti due distinte società hanno fatto richiesta per la realizzazione di impianti di biometano da Reflui zootecnici, da Pollina, da Sanse ecc…, da realizzarsi a poca distanza l’uno dall’altro ed a meno di un chilometro, in linea d’aria, dal centro abitato di Serracapriola.
Uno addirittura avrebbe ottenuto già l’autorizzazione – sulla quale il Consigliere Camporeale, unitamente ai Consiglieri comunali Ferrero e Di Fonzo nutrono forti perplessità – l’atro no, anche se l’iter amministrativo è in fase avanzata.
A seguito della richiesta sottoscritta dal Consigliere CAMPOREALE, FERRERO e DI FRONZO, Il Presidente del Consiglio Comunale ha convocato il Consiglio comunale per il 17/04/p.v. iscrivendo all’Ordine del Giorno i due punti richiesti dai Consiglieri di minoranza succitati.
In quella sede, saranno trattati i punti relativi ai due impianti di Biometano e si conoscerà la volontà dell’intero Consiglio comunale sul delicato tema.
Serracapriola è un Comune a vocazione agricola e turistica e tali insediamenti contrastano fortemente con tale vocazione.
Innanzitutto occorre precisare che il termine Bio che troviamo nella terminologia che indica gli impianti che trattano materiali organici, i Biodigestori, e i prodotti che ne derivano, Biogas e Biometano, non ha un significato che possa riferirsi a un processo o prodotto sostenibile, ma un riferimento a un processo Biotecnologico, cioè l’applicazione alla produzione industriale di organismi e processi della biologia.
La mistificazione del linguaggio è strumentale a una politica di proliferazione di queste tecnologie sotto l’ombrello dell’ecologia e del rispetto della natura.
La produzione di biometano non è un metodo né economico né pulito, ma, soprattutto, non lo si può considerare “economia circolare”.
Una parte degli agricoltori di Serracapriola(unitamente ad un amministratore locale), chiamati a confrontarsi sul tema, in una sede tra l’altro non istituzionale, hanno espresso forti perplessità atteso che la produzione di biomasse risulta essere antieconomica e quindi l’impianto “autorizzato” gioco forza dovrà essere alimentato da reflui zootecnici.
Sul punto basta consultare il sito di Sorgenia (https://www.sorgenia.it/guida-energia/biogas), dove a proposito della logistica dei siti produttivi si legge che “la pianificazione di un impianto deve valutare attentamente il bacino di approvvigionamento delle biomasse in ingresso, che se reperite a distanza troppo elevata rendono l’attività ambientalmente ed economicamente non sostenibile”.
Questi reflui zootecnici, dovranno necessariamente provenire da altre zone visto che in agro di Serracapriola vi sono soltanto due allevamenti intensivi avicoli di proprietà di una famiglia che vede un affine presente in Consiglio comunale.
Il paradosso è che il Sindaco sospeso d’Onofrio si oppose strenuamente anni addietro alla realizzazione di una porcilaia nelle stesse zone ed ora NON si è reso conto che durante la sua amministrazione veniva autorizzato un impianto per la produzione di Biometano da reflui anche dei maiali.
Come dire :
I prosciutti li facciamo lavorare nel centro nord e noi dovremmo acconsentire che qui lavorino la “merda” dei maiali!!!!
I Consiglieri comunali Camporeale, Ferrero e Di Fronzo per le evidenti ragioni sopra esposte e per altre strettamente tecniche che attengono al procedimento amministrativo, hanno chiesto che il Consiglio comunale si pronunci in modo chiaro ed in equivoco sulla contrarietà alla realizzazione dei due impianti di produzione di biometano da reflui zootecnici ed invita la popolazione a prendere parte al Consiglio comunale per far sentire tutto il loro dissenso.
I consiglieri
Marco Camporeale, Vincenzo Ferrero, Luca Di Fronzo



