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Servizio mensa: L’assessore Venditti replica alla campagna di disinformazione e di inutile allarmismo

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Buonasera Caro Direttore,

scrivo per dare un ulteriore e doveroso riscontro ai genitori ed ai parenti dei bambini che a breve usufruiranno del servizio di refezione scolastica.

Nei numerosi incontri avuti in questi giorni sul tema ho avuto modo di appurare che le principali preoccupazioni si concentrano su due aspetti: quello qualitativo e quello economico.

In merito al primo è necessario chiarire che la ditta subentrante ha iniziato l’erogazione del servizio i primi di ottobre e durante la prima settimana ha adottato un menù richiesto dal bando ma differente rispetto a quello a cui erano abituati gli anziani. Ricevute le lamentele, già dalla settimana successiva a quello di inizio della distribuzione dei pasti, sono partiti i controlli e le interviste agli utenti tramite gli Assistenti Sociali, nonché dalla verifica diretta della sottoscritta e di altri Amministratori presso le abitazioni dei cittadini.

I primi ad essere ascoltati sono stati gli anziani che avevano fatto pervenire al Sindaco le loro rimostranze scritte. Durante le verifiche presso i domicili degli anziani le dichiarazioni che con maggior frequenza veniva raccolte (anche per iscritto) sono state di un progressivo miglioramento del servizio, ovvero venivano lamentati alcuni disguidi per la prima settimana ma per quelle successive si asseriva un progressivo miglioramento. Inoltre, alla domanda diretta sulla temperatura del pasto gli utenti hanno frequentemente replicato “il cibo arriva caldo”.

Al fine di fugare ogni dubbio, sempre che la parola degli anziani non fosse sufficiente, ci siamo persino muniti di termometro alimentare e, con chi lo ha consentito, abbiamo persino effettuato la verifica empirica della temperatura degli alimenti rientranti nel range termico richiesto.

E’ evidente, però, che alla richiesta di fornire suggerimenti per il miglioramento del servizio ogni anziano, ciascuno a proprio modo, ha fornito il suo apporto, ivi compreso il suggerimento di modificare la monoporzionatura  del formaggio o il formato della pasta, ecc.

Ma di casi simili ne sono accaduti anche in passato con la ditta uscente e ciò può essere agevolmente testimoniato dagli Assistenti Sociali ed insegnanti.

Ciononostante rimarrà sempre alta l’attenzione dell’Amministrazione che, unitamente ai rappresentanti dei genitori e degli insegnanti componenti della Commissione mensa, continuerà a vigilare sull’andamento complessivo del servizio e dove saranno ravvisate le necessità si provvederà ad intervenire con tempestività.

Passando, invece, al secondo aspetto, ovvero quello economico va preliminarmente precisato che nonostante le iscrizioni alla mensa scolastica siano state aperte da giugno ed avessimo previsto a settembre il termine ultimo di iscrizione, i genitori, a seguito di questa campagna di disinformazione e di procurato allarme non hanno provveduto ad iscrivere i propri figli e fino a questa settimana i bambini fruitori della refezione scolastica risultano essere circa 350 rispetto ai 1100 circa dei precedenti anni.

Ciò ha determinato un grave ritardo nella organizzazione e nella gestione delle iscrizioni. Per questi motivi, avendo la necessità di avviare il servizio e consentire ai bambini di usufruire del momento didattico della mensa abbiamo previsto, per i primi due mesi, un sistema di pagamento “base” che implica il versamento dell’intera quota corrispondente alla fascia di reddito di appartenenza, la quale corrisponde al versamento del costo di 20 pasti (ad es., per la prima fascia di reddito i genitori pagano 25,00, ovvero €1,25 û 20 = € 25,00).

Ebbene, martedì scorso, durante la riunione della Commissione mensa, l’Amministrazione ha proposto, in concerto con la ditta erogatrice del servizio, un sistema di rilevazione delle presenze alternativo al tesserino magnetico che consentirebbe, in modo maggiormente trasparente e verificabile, la rilevazione dei dati ed il calcolo dei pasti da distribuire nelle Scuole. Questo nuovo metodo, infatti, non solo consentirà da gennaio di aggiornare in tempo reale i profili di ogni singolo utente (verificabile dai medesimi via web) ma permetterà anche all’Amministrazione di far recuperare le eventuali assenze dei bambini ed il relativo costo del pasto anche per il mese di novembre e dicembre.

Cosicché dal 1° gennaio ogni utente potrà verificare sul proprio conto-mensa i debiti ed i crediti corrispondenti alla precedente gestione mentre tra aprile e maggio 2016, a conguaglio, vedranno riaccrediti sul proprio conto personale il costo corrispondente al numero di pasti per i giorni di assenza effettuati tra novembre e dicembre (2015).

Sperando di aver chiarito ogni eventuale “equivoco” sul tema, consentitemi alcune precisazioni.

Mi incombe ribadire che nei numerosissimi incontri avuti con i cittadini mi sono resa immediatamente conto che molta parte delle preoccupazioni dei genitori, legittime e condivisibili, sono state volutamente e scientemente oggetto di cattiva informazione la cui qualificazione la lascio alla coscienza di chi ne è stato il fautore ed al buonsenso di chi ne è stato vittima.

L’unica cosa di cui mi rammarico da cittadina appartenente a questa comunità, prima ancora che da Amministratrice, è che la dialettica politica arrivi ad utilizzare certi temi in modo così strumentale da non tenere in nessuna considerazione il fatto che detta vicenda involga gli interessi delle fasce più deboli della popolazione: studenti ed anziani.

Ragion per cui, pur essendo nota la mia propensione ad un confronto diretto e quotidiano con i cittadini, non ho ritenuto di dover replicare a chi inoltrava messaggi privati vantando di non voler alimentare polemiche politiche pur avendo già, ancor prima di ricevere risposta, ampiamente alimentato le stesse ed aver sobillato quanti stavano insultando ed ingiuriando gli Amministratori sui social, oltreché far circolare informazioni del tutto mendaci e fuorvianti, tra cui quelle di presunte dichiarazioni della ditta erogatrice del servizio.

A questo tipo di sollecitazioni, che non meritavano un riscontro diretto, ho replicato sul mio personale profilo in modo pubblico accettando il confronto con tutti, e non solo con alcuni, tentando ancora una volta di stemperare la disinformazione che in questi giorni è stata alimentata in modo fazioso e sconsiderato.

Purtroppo, non è colpa di questa Amministrazione se si è deciso di esternalizzare il servizio mensa e nel maggio 2004 è stato concesso in “locazione” per ben 17 anni un immobile comunale ad una ditta privata per allestirvi un centro cottura, decidendo di compensare i costi di “rispristino della struttura”, sostenuti dalla stessa, con i canoni di locazione che avrebbe dovuto all’Ente.

Non è a noi che bisogna chiedere contezza se questa soluzione è stata preferita al rimodernamento del centro cottura di proprietà dell’Ente o all’allestimento di uno nuovo, pur sempre di proprietà.

Non possiamo rispondere noi se quel contratto non è stato affatto connesso all’appalto del servizio mensa, determinando come possibile conseguenza che allo scadere dell’appalto, che mediamente ha durata triennale, la ditta concessionaria avrebbe potuto non aggiudicarsi il servizio (perché nella logica di libero mercato ciò può accadere!) e San Severo sarebbe risultata sprovvista di un centro cottura in loco.

Non possono essere imputate agli attuali Amministratori le scelte operate in passato e compiute non perché si aveva a cuore il bene definitivo della comunità ma solo perché si cercavano soluzioni immediate e contingenti ai problemi: tecnica sicuramente utile per raccogliere il consenso elettorale ma di certo indifferente al futuro della città.

Oggi siamo qui a dover gestire i risultati di certe inqualificabili scelte ma così, come è accaduto, lo scorso pomeriggio nella Commissione Mensa, l’Amministrazione comunale con il supporto di genitori ed insegnanti ha trovato soluzioni concrete ai problemi. Noi, che piaccia o no, continueremo su questa strada.”

La ringrazio per l’attenzione e la saluto cordialmente.

Simona Venditti

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