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E’ UNA STORIA IMPORTANTE QUELLA DI ERNESTO.

È una storia importante quella di Ernesto.
Non mi chiedete cortesemente il suo cognome, per almeno tre ragioni: la prima, è che lui non gradirebbe ; la seconda, è che non lo ricordo mai ; infine, perché non è fondamentale per comprendere l importanza di una storia che parla di un uomo vero, di una vita reale, dalla quale abbiamo tanto da imparare.
Ernesto è il sagrestano della Chiesa della Libera. Sarebbe più esatto dire che è il sagrestano “intuitus personae” di Don Giovanni Pistillo, poiché dove sta Don Giovanni, c’è anche lui. Oggi alla Libera, prima a Croce Santa, Ernesto ha sempre fedelmente e lealmente seguito il Cappellano Capo della Delegazione delle Puglie dell Ordine Costantiniano. Ernesto è un ottimo padre di famiglia, che lavora ogni giorno, instancabilmente, con umiltà e devozione. Aggiungerei che lavora portando anche pazienza, atteso che il suo datore di lavoro sarà sicuramente bravissimo – e i preti li conosco molto bene e ormai da troppo tempo! – , ma non è proprio una piuma di leggerezza.
Orbene, il Cappellano Capo decise, fin dai tempi di Croce Santa, che tra i tanti compiti di Ernesto dovesse esserci anche la custodia della Bandiera della Delegazione delle Puglie della Sacra Milizia. Ernesto, obbediente come sempre, ci ha però sempre messo del suo. Ad ogni Messa dei Cavalieri, in ogni occasione necessaria, la Bandiera è bellamente issata all’ asta e ben posizionata sull’ Altare . In tanti anni che sono Delegato , non ho mai detto a Ernesto né quando è necessario esporre, secondo il protocollo, l’ Insegna, né come deve essere esposta. La ragione di tanto zelo è semplice, molto semplice, anche se maledettamente desueta in questi tempi strani, in cui nessuno sa stare al suo posto. Ernesto sa fare il suo lavoro, sa lavorare con umiltà, in silenzio; conosce il valore della lealtà, della parola data, dell impegno assunto. Ernesto dovrebbe essere preso come esempio da molti, che, magari, hanno avuto più opportunità nella vita, e che, chiamati a compiti di rilievo, non sanno assolutamente essere all’ altezza , non tanto, per palese incompetenza, ma perché inadeguati, svogliati, finanche goffi.
In occasione della Festa di San Giorgio 2021, su richiesta del sottoscritto, l’ Ordine ha insignito Ernesto della “Militantis Ecclesiae” , la più alta distinzione Costantiniana, in classe d’ argento. Non sapeva nulla, Ernesto, della onorificenza giunta appositamente da Madrid. Chiamato sull’ Altare a ritirare la distinzione, era sorpreso, commosso, e, alla fine, soddisfattissimo, tra gli applausi dei fedeli presenti, che lo stimano e gli vogliono bene. I Cavalieri Costantiniani hanno voluto premiare Ernesto e, con lui, hanno desiderato onorare i tantissimi che ogni mattina si alzano e fanno bellamente ed umilmente il proprio Dovere, con lealtà e passione.
Onore ai tantissimi Ernesto che, come il Nostro, portano la croce di un mondo palesermente impazzito, in cui gli asini pretendono di correre il Gran Prix de l Arch de Triomphe a Parigi, dei volgari carattieri credono di essere il grande Frankie Dettori ed improbabili Evite Peron si agitano si nell’ agone politico.

Avv. Dario de Letteriis

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