“Si torna sempre dove batte il cuore”: il messaggio di Gerardo Fania racconta l’anima della Festa del Soccorso

C’è chi torna a San Severo per poche ore, chi per un weekend e chi organizza le ferie pur di non mancare alla Festa del Soccorso. È il richiamo delle radici, della fede e dell’appartenenza. Un sentimento che, anno dopo anno, riporta migliaia di sanseveresi nelle strade della propria città, anche da centinaia di chilometri di distanza.
Tra loro c’è anche Gerardo Fania, che ha affidato ai social un pensiero intenso e autentico, diventato in poche ore lo specchio di ciò che molti emigrati sanseveresi provano in questi giorni di festa.
“Nonostante tutto, ogni volta tornare qui significa tornare a casa”, scrive Fania, raccontando quattro giorni vissuti tra devozione, ricordi, batterie, fuochi d’artificio, musica e abbracci. Parole che fotografano perfettamente il legame profondo che la Festa del Soccorso continua ad avere con chi vive lontano ma sente ancora San Severo come parte della propria identità.
Nel suo messaggio emerge anche una riflessione amara sulle difficoltà della città: “una città splendida, dal potenziale immenso, troppo spesso ferita dall’inciviltà, dall’ignoranza e da scelte politiche sbagliate”. Un pensiero diretto, sincero, che non cancella però l’amore verso la propria terra.
Anzi, proprio quell’amore sembra diventare ancora più forte nel momento del ritorno. Perché la Festa del Soccorso non è soltanto un evento religioso o popolare: è il momento in cui San Severo ritrova i suoi figli sparsi in tutta Italia e all’estero. È il tempo dei ricongiungimenti, delle tavolate in famiglia, degli amici ritrovati dopo anni.
“La cosa più bella è stata riabbracciare amici e cugini che non vedevo da anni”, scrive ancora Fania, ricordando come siano proprio i momenti più semplici a lasciare il segno più profondo.
Il suo messaggio rappresenta la voce di una generazione che spesso ha dovuto lasciare San Severo per lavoro o per costruirsi un futuro altrove, ma che continua a custodire nel cuore il richiamo della Madonna del Soccorso e delle tradizioni della propria città.
Perché, in fondo, la Festa del Soccorso è anche questo: un ritorno collettivo a casa.



