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‘SIAMO UOMINI O CAPORALI’, UN CALENDARIO CONTRO IL CAPORALATO

REALIZZATO DA CIA-AGRICOLTORI ITALIANI E CODACONS

di GIORGIANA CRISTALLI

Ha un taglio femminile il calendario realizzato da TIZIANA LUXARDO, dalla parte delle donne, che denuncia il fenomeno del caporalato nelle campagne italiane. L’album di foto si intitola “Siamo uomini o caporali…”.  “Dodici scatti in bianco nero – spiega LUXARDO – immagini concettuali che descrivono l’odioso fenomeno del caporalato in Italia, ancora non pienamente risolto, che divengono il tema narrante di un calendario a tiratura limitata. E’ una piaga a molti sconosciuta che mi ha spinto a riflettere. L’obbligo di un artista è anche quello di comunicare attraverso la creatività concetti più duri e profondi per arrivare in maniera diretta all’anima delle persone”. Al centro ci sono le NUOVE SCHIAVE dell’agricoltura: quelle donne che, giunte in Italia con l’utopia di condurre una vita migliore, sono costrette a lavorare in condizioni disumane, ricattate, picchiate e stuprate da coloro che, ingannandole, le hanno condotte verso lo sfruttamento. “Il CAPORALATO in Italia è ancora un problema non pienamente risolto — sottolineano CIA-AGRICOLTORI ITALIANI e CODACONS. Sul campo si contano ancora le vittime, perlopiù stranieri sfruttati ma anche nostri connazionali. Degli schiavi, alle volte dei veri ‘fantasmi’, i cui corpi non vengono neanche rinvenuti”. “Fortunatamente – aggiungono le due organizzazioni – c’è oggi una presa di coscienza del problema più diffusa, tanto che il Governo ha varato nuove e più stringenti leggi tese a debellare questo reato. Dal canto loro gli agricoltori italiani, che per la stragrande maggioranza operano nella più cristallina legalità ed etica, utilizzeranno il calendario per invitare i colleghi ad aderire alla Rete del lavoro agricolo di qualità”. “Tra le vittime di questi criminali, spesso alimentati dal sistema delle mafie – concludono CIA e CODACONS – ci sono proprio gli agricoltori perbene e i consumatori. I primi danneggiati due volte: in termini d’immagine del settore e nella competitività delle loro produzioni. I secondi, acquirenti inconsapevoli di prodotti frutto di violenze e malaffare”. Anche quello delle SCHIAVE DELL’AGRICOLTURA è sicuramente un tema delicato, che riguarda un fenomeno fortemente radicato in Italia e, troppo spesso, legato alla criminalità organizzata.

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