Spot BIT Milano, De Bellis replica alle polemiche: “Successo confermato, critiche prive di fondamento”

Mi corre l’obbligo di fare chiarezza sulle fantasiose elucubrazioni – spacciate per “annotazioni” – circolate in questi giorni a commento dello spot presentato alla BIT di Milano. Una domanda nasce spontanea, come direbbe un famoso giornalista “ma costoro sono stati a Milano?” Francamente non risulta! Mentre invece, risulta da chi vi è stato, che esso ha riscosso un ottimo successo. Pertanto, la conclusione non può definire queste annotazioni, calunnie gratuite e malevoli. Ma andiamo avanti!
La scelta di HGV Italia, che ha realizzato lo spot GRATUITAMENTE per la Pro Loco (lo ribadisco, per la Pro Loco, non per il Comune), è arrivata dopo una valutazione puntuale dei nostri curricula (quarant’anni di attività e riconoscimenti nazionali nell’advertising istituzionale e commerciale). Infatti, in provincia di Foggia, non risultano realtà con titoli comparabili.
Quanto poi ai dettagli dell’articolo – che ho già visto ripubblicato, identico e con isterica insistenza, come “commento” allo spot – non si può non registrare l’imbarazzante ignoranza dei soliti “critici del weekend” sui fondamenti del marketing territoriale. Per chi fa questo mestiere, la differenza tra “documentario” e “spot pubblicitario” è elementare, infatti, il primo deve documentare, il secondo deve attrarre e persuadere.
Se qualcuno confonde ancora le due cose, il problema non è lo spot ma è la mancanza di competenze. Esistono scuole, corsi e percorsi seri proprio per formare i professionisti e distinguerli dai dilettanti.
Oggi, purtroppo, i social hanno prodotto l’illusione opposta: ci si auto-laurea in tutto, ci si improvvisa in tutto, compreso il titolo di divulgatore culturale, si emettono sentenze “spicciole” – sempre più spicciole – senza alcuna preparazione. È il triste fenomeno dei supponenti leoni da tastiera.
Dal tenore di questi interventi, inoltre, si intravede un’unica regia caratterizzata da un livore personale ostinato, accompagnato da un’autoconsiderazione tanto rumorosa e arrogante quanto sterile, che meriterebbe l’attenzione di qualche serio studioso delle personalità.
La nostra esperienza quarantennale, invece, si misura sul lavoro, anche grazie al contributo di tanti giovani talenti del territorio facenti parte del gruppo che, con umiltà, studiano, si formano, si aggiornano e restano al passo coi tempi.
Questo clamore, in realtà, ha ottenuto un unico risultato quello di compattare quei pochi autonominatisi “videomaker” e gli “esperti di comunicazione casalinga” che, dal buio del loro anonimato, supportato da un famelico interesse, si sono riconosciuti nella medesima frustrante condizione, radunati sotto la guida del solito livoroso “condottiero”.
Se davvero si vuole far progredire il nostro territorio, si dovrebbe smettere di dare credito a chi si inventa una professione per sbarcare il lunario e a chi, pur di mettersi in mostra, cerca di fare rumore secco e vuoto dei vecchi contenitori di latta. L’Italia è grande! Chi ha talento e competenza ha di certo modo per dimostrarlo e le occasioni non mancano!
Nicolangelo De Bellis



