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Taglio del governo su classificazione Comuni Montani, la senatrice Naturale al fianco della protesta dei sindaci 

Macelleria istituzionale marcatamente leghista che ignora le difficoltà strutturali, logistiche e climatiche con cui queste comunità combattono ogni giorno. Puglia penalizzata, soprattutto le aree interne del Foggiano”

“Ho partecipato alla manifestazione, in piazza Montecitorio, dei tanti sindaci che protestano contro l’esclusione di molti comuni dalla classificazione di quelli montani. L’ho fatto a sostegno delle ragioni di queste comunità contro il recente Dpcm del governo che con un’operazione marcatamente leghista cancella 346 comuni dalla lista, favorendo palesemente alcuni territori del Nord e penalizzandone tanti altri nel Centro-Sud. Si pensi alla Puglia, che perde in tutto 28 comuni, di cui, per di più, circa la metà in una sola provincia, il Foggiano, colpito soprattutto nelle aree interne, spesso già drammaticamente carenti dei servizi essenziali e segnate da tempo da forte spopolamento”.

Lo dichiara la senatrice Gisella Naturale, al fianco della battaglia del coordinamento dei sindaci contro il decreto attuativo della legge 131/2025, che ha ridefinito la classificazione dei comuni montani.

“Togliere lo status di ‘Comune Montano’ – prosegue Naturale – è un’operazione di ‘macelleria istituzionale’ che ignora le difficoltà strutturali, logistiche e climatiche con cui queste comunità combattono ogni giorno, favorendo lo spopolamento e l’abbandono delle zone montane. Dietro la parola ‘declassamento’ c’è un taglio di competenze territoriali, fondi e servizi, necessari come il pane in certi territori, che si abbatte sulla vita quotidiana di migliaia di famiglie. Un ‘declassamento’ che non solo avrà ripercussioni negative sulle scuole di montagna e sulla vita scolastica di tanti alunni e famiglie, ma che inoltre cancellerà i fondi Fosmit, le premialità agricole, il bonus nati, le agevolazioni sul riscaldamento. Il governo Meloni svuota i paesi per decreto”, chiosa sul punto la senatrice Naturale.

Che infine aggiunge: “Come Gruppo 5 Stelle al Senato abbiamo anche presentato un’interrogazione per chiedere al governo come intenda giustificare l’incoerenza della classificazione adottata, che esclude territori fragili del Centro-Sud, e in che modo tali esiti risultino compatibili con la finalità di limitare gli squilibri economici e sociali citata nella legge n.131/2025″.

 

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