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TELEFONATA AL SINDACO PASQUALE IANTOSCHI

di MICHELE MONACO

PRONTO, SONO UN GIORNALISTA, PARLO CON IL PORTAVOCE DEL SINDACO IANTOSCHI?

Gentile signora, sono IANTOSCHI, mi perdoni: ma cos’è “un portavoce”? Mi è sconosciuto questo neologismo. Mi sembra faccia assonanza con il termine <<porta-lampada>>, <<portaombrelli>> o qualcosa del genere.

MI SCUSI, SINDACO, NON DOVEVO PRONUNCIARE QUEL TERMINE, LEI E’ DI UN’ALTRA GENERAZIONE POLITICA…DI UN’ALTRA EPOCA

E, se permette, anche di un’altra cultura e formazione politica…

GIUSTO, SINDACO. A PROPOSITO DI QUESTO, UNA PRIMA CURIOSITA’: LE CHIEDO…MA È VERO CHE LEI DA GIOVANE CATTOLICO DELLA D.C. HA VOLUTO FORTEMENTE CHE DON FELICE CANELLI CELEBRASSE UNA MESSA IN  PIAZZA CARMINE A SAN SEVERO, NEL 1945, IN OCCASIONE DEL 1° MAGGIO?

E’ vero, accadde proprio nel 1945, fu un avvenimento eccezionale poiché il Primo Maggio veniva festeggiato sempre davanti alla Camera del Lavoro. Quell’anno fu particolarmente difficile e bisognava unire tutte le realtà politiche, sindacali e religiose per dare una speranza ai tanti sanseveresi senza lavoro, vittime dei danni del secondo dopoguerra. Tutti i partiti antifascisti, i sindacati e Don FELICE ci unimmo sinceramente per il bene dei Sanseveresi. Il discorso sindacale lo tenne ANTONIO CASIGLIO.

QUESTO AVVENIMENTO È LA CONFERMA DI QUANTO LEI FOSSE IMPEGNATO COME ANIMATORE DI VITA CRISTIANA IN OGNI CAMPO.

La ringrazio per le sue parole. Cosa vuole che le dica, ho trovato nell’Opera Salesiana e in Don Bosco il mio modello ed il mio ideale cristiano dedicandomi ai ragazzi poveri ed abbandonati. Mi sono ispirato alla lezione e all’esempio di don FELICE CANELLI e di don LUIGI STURZO. Impegno politico militante, da buon vero cattolico.

DA QUANTO E’ STATO SCRITTO SU DI LEI SI EVINCE UN SUO FORTE DESIDERIO DI DEDICARSI ALL’EDUCAZIONE E ALLA CURA DEGLI ULTIMI…

Quando sono approdato nel 1938 alla scuola elementare come maestro ho scelto di assumermi la guida  di classi formate da alunni provenienti prevalentemente dalle fasce più umili.

QUALE E’ STATO IL SUO CURRICULUM DI MAESTRO E PROFESSORE?

Ho affrontato gli studi con un certo sacrificio recandoni quotidianamente a Foggia, percorrendo in bicicletta circa 30 chilometri per frequentare l’Istituto Magistrale. Dopo il conseguimento del diploma magistrale, mi sono iscritto all’Università di Napoli, alla facoltà di Lingue Straniere, iniziando contemporaneamente a insegnare come docente di Educazione Fisica, prima nella scuola Media e poi alle Superiori.

HO PREFERITO CHE LE NUOVE GENERAZIONI LA CONOSCESSERO SUL PIANO UMANO, MA DEVO CHIEDERLE ANCHE DEL SUO PROFILO POLITICO

Poche parole: Iscritto alla Democrazia Cristiana dal 1946, vi ho ricoperto numerosi incarichi. Alle elezioni amministrative del 10 giugno 1962, sono stato eletto Sindaco di San Severo con Giunta Democristiana. Fui rieletto Sindaco a pieni voti nel 1966.Ho messo fine ad una egemonia comunista che durava dal secondo dopoguerra. Nel 1962 ci fu – come dire – l’alternanza politica con un grande comunista come l’on. FILIPPO PELOSI, che avvenne simbolicamente documentata con una foto alla quale tengo molto ((vedi foto)).

DI LEI CONCORDANO NEL DEFINIRLA UN SINDACO “POPOLARE”…

Popolare ma non “populista”. Sono stato chiaro?  Dicono che con la mia squadra di Assessori abbia riformato molti aspetti della città, come è stato detto nel convegno organizzato da chi ha voluto commemorare la mia persona nel 2019 a 50 anni dalla mia morte. Un caro saluto ai Sanseveresi, soprattutto alla mia grande Famiglia. Siate liberi e forti!

 

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