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TELEFONATA AL TENENTE MORELLI

di MICHELE MONACO

PRONTO, PRONTO, PARLO CON IL TENENTE MORELLI?

Sono io, ma lei chi è, da dove telefona?

SONO UNO STUDENTE DI SAN SEVERO E LA PROFESSORESSA MI HA CHIESTO DI DOCUMENTARMI SU DI LEI E DELLA SUA PRIGIONIA NELLA NOSTRA CITTA’.

Certo, sono stato nelle carceri della vostra città.

LEI E’ UNO DEI MARTIRI MERIDIONALI DEL RISORGIMENTO ITALIANO…COME E’ GIUNTO A SAN SEVERO?

Sono stato arrestato nei pressi di Chieuti, mi hanno portato in catene a San Severo e mi hanno rinchiuso dove attualmente vi sono i locali delle CANTINE D’ARAPRI i cui sotterranei si estendono nel centro storico quasi a ridosso della Chiesa di San Nicola.

LA PREGO, TENENTE MORELLI, DICA COME E PERCHE’ E’ ACCADUTO TUTTO QUESTO…

Va bene, ti aiuto nella tua ricerca. Io sono il Tenente di cavalleria MICHELE MORELLI (Monteleone, 12 gennaio 1792Napoli, 12 settembre 1822), dell’esercito del Regno delle Due Sicilie. Mi sono ribellato contro il potere monarchico, sono caduto in una imboscata della polizia borbonica nei pressi di CHIEUTI, sono stato tradotto in catene in questa prigione e poi trasferito a Napoli dove sono stato impiccato insieme al mio amico GIUSEPPE SILVATL

DI QUALE COLPA FU ACCUSATO?

La mia colpa? Mi sono ribellato a FERDINANDO 1° di Borbone perché volevo che lui istituisse una Monarchia Costituzionale. Io ufficiale dell’esercito borbonico mi sono ribellato all’uomo solo al comando, occorreva una Costituzione. Ma lui, spergiuro, l’ha dapprima concessa per qualche breve tempo e poi – vigliaccamente – l’ha revocata mandandomi al patibolo.

COME SI PUÒ DEFINIRE FERDINANDO 1° DI BORBONE?

Con le parole del grande giornalista liberale INDRO MONTANELLI: “…Era uno SPERGIURO. Politicamente, era rimasto fermo alla concezione settecentesca del più retrivo assolutismo. Non aveva fatto che i propri interessi, e più ancora i propri comodi. Aveva incrementato solo l’ignoranza di cui egli stesso era campione”.

A SAN SEVERO, HA CONOSCIUTO IL PRETE CARBONARO DON PAOLO VENUSI?

Certamente, VENUSI è stato un prete ribelle capo del più potente movimento della Carboneria in provincia di Foggia, una setta segreta impenetrabile. Aveva quattromila carbonari iscritti di cui mille a San Severo. Con loro e il Generale GUGLIELMO PEPE, preparavamo una grande insurrezione per ottenere la Costituzione ma tutto finì con una feroce repressione. Sappi però che il coraggio e, soprattutto, il desiderio di libertà e giustizia furono gli ideali della nostra vita. Il Risorgimento Italiano è passato anche di qui, anche da San Severo. Sono grato all’Amministrazione Comunale di San Severo che negli anni ’60 ha voluto dedicare a me e a SILVATI una strada nel centro storico, proprio nei pressi della Cantina d’Araprì. Saluti agli studenti di San Severo!

 

 

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