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“TESORI DAUNI” – L’ANFITEATRO ROMANO DI LUCERA, UN VIAGGIO NEL TEMPO

Ricca di veri e propri tesori di storia e civiltà, la Daunia non manca di proporci un anfiteatro romano, addirittura più antico del Colosseo: parliamo dell’anfiteatro di Lucera.

Figlio della romanizzazione, avvenuta nella Daunia a partire dalla metà del 300 a.C., si inserisce nella lista degli anfiteatri romani che puntellano l’Italia e il mondo.
Costruiti per dar vita a spettacoli cruenti, icone di forza e potere, come combattimenti tra gladiatori e belve feroci, corse dei  carri, simulazioni di battaglie navali e altre rappresentazioni simili, gli anfiteatri erano molto popolari e richiedevano grande spazio per ospitare gli eventi e il numeroso pubblico.
Va ricordato che sono oltre 200 gli anfiteatri ancora esistenti in tutto il territorio che fu dell’Impero Romano, sviluppati per lo più sul modello dell’anfiteatro Flavio.
Posto alla periferia est della città, l’anfiteatro romano di Lucera vede la sua edificazione nel I secolo
a. C.. Sorto in corrispondenza di una depressione del terreno, venne realizzato per volontà del magistrato lucerino Marco Vecilio Campo: in grado di ospitare tra i 16.000 e i 18.000 spettatori, fu eretto in onore di Ottaviano Augusto.
Espressione di magnificenza, racconta dello splendore di Luceria, confermato anche dalla costruzione di tanti edifici pubblici come dallo sviluppo urbano dell’epoca.
Dal punto di vista strutturale presenta un’ampia pianta ellittica, comprendente un’arena delimitata da un canale di raccolta delle acque e da un podio, che apre ai quattro accessi.
L’anfiteatro ospitava anche una lunga galleria di servizio e tre fosse di apertura, che favorivano la confluenza delle acque piovane. La palestra degli atleti, alcuni edifici pubblici e un’infermeria sorgevano nei suoi pressi.
L’accesso, che guardava alla città e a Foggia, era costituito da due portali e dalle colonne che lo inquadravano.
Ma allo splendore segue il declino della struttura che, danneggiata durante la conquista della città nel 663 d. C. per mano dell’imperatore Costante II, viene in seguito abbandonata e ridotta a cava di pietre, fino ad interrarsi nei secoli a venire.
Si dovrà così attendere il 1932, per vedere tornare alla luce i suoi primi resti, grazie a scavi che si svilupperanno fino al 1945.
Ulteriori interventi di recupero e restauro sono stati realizzati tra il 2006 e il 2009. In particolare per gli spalti gradonati occidentali, a permettere una capienza di circa mille posti a sedere, così da poter ospitare eventi e spettacoli, seppur lontani dalla originale capienza della struttura.
Di seguito un breve elenco di alcuni anfiteatri in Italia e nel mondo: anfiteatro Flavio (Colosseo, Roma),
anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere (Italia), anfiteatro di Pompei (Italia), anfiteatro di Pola (Croazia), anfiteatro di Leptis Magna (Libia), Arena di Nimes (Francia), anfiteatro di El Jem (Tunisia), arena di Verona (Italia), arena di Arles (Francia), anfiteatro di Tarragona (Spagna), anfiteatro di Lecce (Italia), anfiteatro di Lucera (Italia).
Un vero e proprio viaggio nel tempo l’anfiteatro romano di Lucera, a ricordarci che la nostra terra è ricca di veri e propri “Tesori Dauni”

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