TONINO NOTARANGELO, UNA PIETRA MILIARE DELLA CULTURA SANSEVERESE. Senza di lui ci sentiamo tutti più soli

Nella giornata di ieri 14 luglio 2025, una triste notizia mi ha raggiunto, una notizia che all’istante non ho accettato perché la persona che era deceduta mi era familiare. Se ne è andato all’età di 97 anni un pezzo di storia della vita e della cultura sanseverese: ANTONIO NOTARANGELO (per gli amici TONINO). Si tratta di una persona che dai tempi in cui frequentavo la scuola materna sino ad ora che sono docente ha contribuito in maniera formidabile al mia formazione umana e professionale. Quando ero bambino mi recavo spesso alla Libreria Notarangelo per acquistare giocattoli, articoli di cancelleria, poi crescendo compravo giornali e libri. Devo molto a Tonino Notarangelo e al suo fidato collaboratore Danilo Anzalone per aver forgiato la mia umile persona. Nella Libreria Notarangelo mi recavo quasi quotidianamente non solo per acquistare giornali e libri , ma spesso per salutare Tonino e stringergli affettuosamente la mano, lui che era seduto all’ingresso della cartolibreria.
Alla bella età di quasi 97 anni Tonino aveva una lucidità impressionante, formidabile (migliore di quella dei giovani inebetiti dal cellulare) e una verve comunicativa che sprizzava da tutti i pori, perché amava comunicare con tutti. Era un pezzo vivente della storia di San Severo di ieri e di oggi: ricordava con nostalgia i tempi del passato e rimpiangeva lo stato attuale della cultura italiana e, in particolare di quella sanseverese. Ma si mostrava speranzoso e fiducioso del presente e del futuro che per quanto riguarda il pianeta libri non è affatto roseo, anzi tutt’altro che roseo. Amava dire con rammarico che la tecnologia sta uccidendo il libro cartaceo, lui che di libri ne ha visti circolare in quantità industriale. Piccolo di statura, occhi vivaci ci accoglieva con calore e umanità nella sua “storica” cartolibreria sita nella centralissima Piazza della Repubblica. Per la sua libreria sono passati grandi scrittori come Alberto Bevilacqua e il grande giornalista Ugo Zatterin gli fece una straordinaria intervista nel lontano 1963. Per omaggiare la sua memoria voglio riproporre l’ultima intervista che gli feci per le colonne della “Gazzetta di San Severo, durante la quale rispose con semplicità e profonda umiltà risponde alle nostre domande:
UNA VITA TRA I LIBRI: QUALI RICORDI HA DEI PRIMI TEMPI DELLA LIBRERIA?
La libreria nasce nel 1944 invia Vittorio Emanuele al civico 28, dove attualmente c’è il fotografo. Poi due anni dopo, nel 1946, mi sono trasferito in piazza della Repubblica al civico 22.
COME E’ CAMBIATA NEL TEMPO LA LIBRERIA? COSA SI VENDE DI PIU’ OGGI?
La libreria si è ampliata, incrementando negli anni il reparto librario, oltre a quello riservato all’acquisto della cartoleria e dei giornali. Rispetto al passato la vendita maggiore riguarda la diffusione di quotidiani e riviste.
COME E’ IL RAPPORTO DEI SANSEVERESI CON I LIBRI?
Per quanto attiene la lettura dei libri, rispetto ai tempi passati, il rapporto dei sanseveresi con i libri è peggiorata. C’è una svalutazione delle vendite. In passato si vendevano testi di autori contemporanei
soprattutto classici, narrativa e poesia. C’era anche una discreta vendita di libri per ragazzi. Inoltre un tempo esisteva una casa Editrice che si chiamava Bietti, la quale pubblicava libri storici e popolari. Oggi, invece, purtroppo i lettori sono diminuiti e non sono più appassionati alla lettura.
PERCHE’ OGGI GLI STUDENTI LEGGONO SEMPRE MENO? COSA BISOGNA FARE PER APPASSIONARLI DI PIU’ ALLA LETTURA?
Gli studenti leggono pochissimo perché ci sono altri strumenti più veloci di gestione delle informazioni che utilizzano per lo studio. Anche i libri in edizione economica non si vendono quasi più, nonostante i grandi quotidiani come il Corriere della Sera, la Stampa promuovono spesso iniziative editoriali di abbinamento del quotidiano con i libri per mettere in atto una palestra di educazione alla lettura. Il fatto di vendere il quotidiano con allegato un volume di vario genere (storico, letterario etc.) mi sembra una buona iniziativa per recuperare e riportare i giovani alla lettura. Bisogna incentivare i ragazzi alla lettura e un ruolo determinante per farli appassionare deve svolgere sicuramente la scuola con gli insegnanti che devono motivarli.
SECONDO VOI IL LIBRO CARTACEO MORIRA’? O SOPRAVVIVERA’ ALL’IMPERANTE TECNOLOGIA?
Secondo me il libro cartaceo andrà sempre più diminuendo, ma sono sicuro che non scomparirà del tutto. È vero che si assottiglierà sempre più la vendita del libro cartaceo, ma ci sarà sempre una minima parte del pubblico di lettori che, nonostante l’era imperante della tecnologia con la diffusione di ipad ed ebook, rimarrà appassionata al testo cartaceo. Il profumo della carta stampata è tutt’altra cosa rispetto all’aridità di un testo digitale.



