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TORREMAGGIORE. CONVEGNO SULLA “QUARTA MAFIA”

La MAFIA è una di quelle viscide maglie che risultano molto difficili da debellare.
Eppure le Istituzioni si impegnano come possono, ma noi Cittadini… come sentirci più sicuri?
Ebbene, il Rotary Club di San Severo ha organizzato un importante convegno, il cui fine, come ha dichiarato il Presidente Attilio CELESTE,  è stato quello di:  “Ridare Fiducia e Forza alle Istituzioni ed ai  Cittadini che formano la stragrande e sana maggioranza delle popolazioni, rispetto a chi non vuole stare nella legalità”.
L’evento dal titolo:  “LA  QUARTA MAFIA.  STORIE  E  PERSONAGGI DELLE  MAFIE  DI  CAPITANATA”,  si è tenuto Venerdì 28 Febbraio, alle ore 18,00, nella Sala del Trono del Castello Ducale “De Sangro” di Torremaggiore ed è stato moderato e coordinato dal giornalista de “L’Attacco”, Beniamino  PASCALE.
Si è trattato di un incontro “Educativo e Formativo”, organizzato dal Rotary che volge da sempre uno sguardo attento sulle tematiche sociali di maggiore interesse e, tale appuntamento, ha inteso non solo focalizzare le dinamiche che governano il fenomeno della criminalità organizzata, ma anche: “Donare esempi positivi ai giovani, avvicinandoli alle Istituzioni”.
“LA  QUARTA  MAFIA”,  come purtroppo risulta dalla relazione semestrale della Dia, è una Mafia ambiziosa e violenta, che gestisce direttamente ed indirettamente il traffico di stupefacenti, occupandosi della produzione e dell’approvvigionamento anche fuori Regione.
Ad esordire il Presidente del Rotary Club, Attilio  CELESTE  che ha profuso un lungo e sentito ringraziamento sia verso i partecipanti che i presenti.
Ha altresì espresso gratitudine verso il Comune di Torremaggiore per il gentile Patrocinio e l’intera Amministrazione Comunale, aggiungendo un vivo riconoscimento all’Ufficio Cultura, le cui dottoresse Angela  SACCO  e Tiziana  CELOZZI,  continuano con professionalità e grande serietà a promuovere iniziative culturali.
Emozionante è stato il saluto del Vescovo di San Severo, Mons. Giovanni  CHECCHINATO che, soffermandosi sugli effetti della Mafia, ha ribadito l’impegno della Chiesa per “risvegliare le coscienze ed educare al senso civico”.
La parola è passata al Sindaco di Torremaggiore, Emilio  DI  PUMPO che ha esternato il suo vivo apprezzamento per la riuscita  dell’evento ed il prezioso contributo associativo.
È stata quindi la volta dei relatori.
“Mi fa molto piacere vedere così tanta partecipazione, soprattutto di giovani!”, ha acclarato Donatella  CURTOTTI,  Ordinario di Diritto Processuale Penale e Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia.
“Cosa può fare la Società per combattere la Mafia?”, è stato il suo interrogativo di partenza, al quale la dott.ssa  CURTOTTI  ha cercato di rispondere con una analisi approfondita.
“La Mafia non è più solo un problema di repressione e di giustizia, ma è qualcosa di più. È un Fenomeno Sociale che non riguarda soltanto i Magistrati, le Forze dell’Ordine e gli Avvocati. La Mafia ha una grande capacità di adattarsi alle situazioni ed in modo quasi camaleontico. C’è un connubio indissolubile tra Società e Mafia che non è più solo violenza, ma essa permea il tessuto economico, tracciando un confine sempre più labile tra legale ed illegale. La Mafia non è scollegata dalla Società, ma trae linfa dalla Società stessa, creando intorno a sé un’area di consenso”, ha ribadito la dott.ssa CURTOTTI.
La parola è andata poi ad
Antonio  LARONGA,  Procuratore aggiunto della Repubblica di Foggia, il quale ha tracciato un quadro chiaro e preciso di tutto il fenomeno mafioso foggiano, ripercorrendolo negli anni, ovvero dall’inizio, con il traffico di contrabbando delle sigarette ai tanti e diversi avvenimenti che lo hanno contraddistinto.
Ha inoltre raccontato dei riti di affiliazione che la Mafia foggiana evita per “mimetizzarsi” meglio…
Piernicola  SILVIS,  scrittore e già Questore di Foggia ha invece aggiunto informazioni ancora più dettagliate sulle personalità mafiose ai vertici e narrato dei sequestri di persone, delle lotte tra faide e tra i boss con racconti ‘crudi’ e, per certi tratti, ‘terrificanti’ su quello che possono essere i risvolti dell’appartenenza alla malavita organizzata.
“La Criminalità si adegua allo sviluppo della Società”, ha ribadito il Questore foggiano.
“LO  STATO  È  PIÙ  FORTE”,  ha altresì precisato.
E  “DEVE  ESSERLO!”, puntualizziamo anche noi Cittadini, cercando di unirci in tale sostegno.
“Quando si lascia il campo ai Giudici, vuol dire che la Società Civile ha fallito”, ha concluso con una punta di amarezza il dr.  SILVIS.
Ed infine il Vicepresidente del Rotary, l’avv. Ciro  PIACQUADDIO,  ha espresso il proprio plauso riguardo la serata ed il raggiungimento dell’importante obiettivo della “SENSIBILIZZAZIONE  E CONOSCENZA  STORICA”  di un problema così grande, quale quello del fenomeno mafioso, a cui la folta presenza giovanile tra le fila di un pubblico già copioso, lascia intravedere uno spiraglio di redenzione.
E lo si spera.
Elisabetta Ciavarella

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