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Torremaggiore… Il popolo di cera!

Il 2020 è iniziato tra le miti temperature e un’aria propiziatoria di cambiamento. Le elezioni regionali bussano alla porta ma in casa tutti dormono, probabilmente troppo impegnati al televisore di altre regioni. Il libro delle promesse è pronto e le pagine da leggere sempre le stesse e nell’epoca dei social si fa presto a metter su una campagna elettorale. Fino a ieri nel periodo elettorale esisteva la figura del galoppino, oggi con l’avvento dei social potremmo chiamarlo “influencer”, precisando per i profani che non si tratta di chi è affetto da stato febbrile, ma di chi in cambio di qualche favore o di qualche promessa fa propaganda elettorale. Questa figura è ovunque tra noi, la senti parlare di questo o di quel candidato come fosse uno di famiglia e guai a contraddirlo. Oggi la politica si fa sotto traccia, facendo attenzione a non fare troppo rumore, il popolo dorme, si rischierebbe il risveglio. La politica è diventata un’orchestra senza strumenti, dove le note musicali sono buoni acquisto per nuove candidature. Nel periodo storico-politico che il sud Italia sta vivendo, sempre più vicino nella sua inesorabile retrocessione all’epoca borbonica, coloro i quali si definiscono fautori del bene comune e si candidano per l’ennesima volta per l’amministrazione della regione sono serenamente seduti sulle poltrone e continuano il vecchio gioco delle parti, come fosse Natale. Ricordiamo ai politici che il Natale è passato e i giochi sono finiti.

CORRUPTISSIMA REPUBLICA PLURIMAE LEGES.

(IN UNA REPUBBLICA CORROTTISSIMA NUMEROSE SONO LE LEGGI)

Luigi Marangi.

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