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Torremaggiore… La Santissima Sanità!

I tempi moderni ci hanno portato molteplici vantaggi nel campo della tecnologia, delle materie prime, in agricoltura, nei trasporti e nella medicina; oggi si vive più a lungo. Dai tempi della penicillina ad oggi sono stati fatti passi da gigante ma ancora molto bisogna fare. Sembrerebbe quasi che ad ogni scoperta da parte dell’uomo, i virus facciano due passi avanti; le cure aumentano, i farmaci aumentano. Siamo diventati un popolo longevo ma malato. Un tempo il medico di famiglia era equiparato al parroco dal punto di vista sociale: uno curava il corpo e l’altro l’anima, erano i punti di riferimento del paese. Raramente ci si recava in ospedale, solo per casi gravi, il dottore veniva a casa, ti guardava la gola, il colore della lingua, gli occhi, tastava l’addome, ti faceva ripetere trentatré e in ultimo stilava la diagnosi. Esistevano pochi farmaci e molte volte si ricorreva ai rimedi naturali, chiamarli dottori è limitato, erano veri “Artigiani della salute”. Ciò che alimentava la loro passione nel lavoro era il ritorno del sorriso sul viso del paziente. Oggi il medico di famiglia, suo malgrado, è diventato un distributore automatico di farmaci, gli ospedali si stanno trasformando in miraggi; di questo passo avremo un ospedale per ogni provincia, dopo vent’anni di tagli alla sanità prima o poi si arriva all’osso. L’ospedale è un’azienda sanitaria pubblica, quindi l’ennesimo giocattolo nelle mani della politica, dove i dipendenti “rifugiati disoccupati” inseguono una delle ultime chimere del posto fisso e poi ci sono i dirigenti che hanno un ruolo basilare nell’azienda ed è quello di “coach, motivatore, manager” ma per fare ciò bisogna alzarsi dalla poltrona e scendere in corsia. Non scarichiamo le responsabilità su ciò che non si ha, pensiamo a far funzionare bene quello che abbiamo.

NASCIMUR UNO MODO, MULTIS MORIMUR.

(NASCIAMO IN UN SOLO MODO, MA MORIAMO IN MOLTI)

Marangi Luigi.

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