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Tra COMPOSTAGGIO e CATTIVA INFORMAZIONE: rimettiamo le cose in ordine!

Non sempre gli atti ufficiali, di per se esaustivi e compiuti, hanno il dono di far capire ai riottosi il senso e le motivazioni di certe scelte. Sembra che la delibera del Consiglio Comunale del 2018 venga interpretata come un momento di confusione, tra le file dei consiglieri comunali di destra cittadina, tutta protesa a strumentalizzare la vicenda del COMPOSTAGGIO, disorientando l’opinione pubblica con posizioni allarmistiche palesemente infondate. Forse come al solito si comunica male, al fine di speculare cinicamente qualche consenso in più. In proposito, l’ultimo Consiglio Comunale del 19 giugno ne rappresenta una testimonianza evidente e mi tocca riportare alcuni punti del mio intervento per dare conto all’opinione pubblica di certe “storture comunicative” che la vicenda presenta.
Dopo ampio dibattito e acceso confronto finalmente si è giunti alla conclusione condivisa che un impianto di compostaggio è da ritenersi opportuno e coerente con la finalità di trattare in loco la componente organica dei rifiuti prodotta dalla cittadinanza.
In particolare, anche grazie alle mie considerazioni fatte nel dibattito, si sono registrate:
1. intese convergenti, tra tutta la maggioranza e con alcune forze politiche di minoranza in ordine alla scelta di operare una riconversione industriale di un sito dismesso. Valutazioni anche di tipo infrastrutturale favoriscono questa decisione tenuto conto dell’imminente ampliamento della S 16 ed il completamento del secondo lotto della tangenziale est. Non secondaria pare, inoltre, la valutazione che quella contrada non rivesta particolari interessi di natura agricola e paesaggistica;
2. pareri favorevoli circa l’adozione di una tecnologia adeguata in riferimento al paventato pericolo di dispersione di cattivi odori verso la città, tenuto conto di “venti costanti” (cosi dice la destra cittadina) che spirerebbero sempre da sud verso la nostra città;
3. richieste di attivare opportuni organi di controllo, composti da tecnici indipendenti, per svolgere un ruolo efficace di verifica costante di possibili problemi e inadeguatezze e porvi celermente rimedio.
In sostanza questa amministrazione comunale è favorevole all’impianto di compostaggio di natura pubblica e calibrato sulle reali necessità del territorio. Tant’è che la delibera licenziata attualizza quella del 2018, inserendo il ricorso al consiglio di stato e da mandato di trasmettere il deliberato alla provincia di Foggia, autorità competente del provvedimento autorizzativo rilasciato.
Inoltre il comune chiederà con forza alla regione Puglia di inserire questo impianto nel piano regionale della gestione dei rifiuti.
Vale la pena ricordare che la stessa ISPRA -Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale- nel suo ultimo rapporto del 2019, suggerisce agli enti pubblici di preferire impianti di compostaggio come scelta di prospettiva per promuovere una sana gestione/smaltimento dei rifiuti organici e dotare i territori dei giusti interventi di CAUTELA in merito. La materia necessariamente invoca l’intervento pubblico sia nella fase di programmazione che di gestione, proprio per rispondere ai requisiti di interesse generali che non sempre la libera impresa è in grado di garantire.
Si tratta di un nodo particolarmente significativo che di fatto rende giustizia di ben altre “precauzioni”che la destra ha ritenuto di invocare in modo ridicolo, nel proporre una delibera scritta male, incoerente e del tutto indifferente alle ragioni che in premessa abbiamo cercato di illustrare. Con tempi comici irresistibili si chiedeva persino alla maggioranza di votare uno loro testo inadeguato e per nulla argomentato.
Prova ne sia che ben tre consiglieri della minoranza, Lidia Colangelo, Gianfranco Di Sabato, Morena Fontanello, hanno sostenuto la delibera di maggioranza, giungendo persino a proporre taluni emendamenti, prontamente accolti, perché rafforzavano e completavano le motivazioni espresse in premessa.
San Severo, 21 giugno 2020

Consigliere Comunale PD
Prof. Michele de Lilla

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