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TRENI PER ROMA, MANCA UNA VISIONE D’INSIEME SULLA MOBILITÀ REGIONALE

Bari, 28 mag. – In questi giorni il dibattito politico locale è stato polarizzato dalla questione dei collegamenti ferroviari

L’attesa era dettata dalla necessità di capire cosa stesse succedendo, intorno a una questione, dibattuta da più parti politiche, incentrate nella corsa ad attribuirsi i meriti di una “non notizia”, ma non dal diretto interessato, ovvero Trenitalia.

Sui treni per Roma si sono dette troppe cose, spesso sbagliate, molte inesatte.

Le dichiarazioni hanno riempito i vagoni della politica dei proclami, facendo un altro torto al territorio e provocando un cortocircuito mediatico.

Il tema da dibattere sarebbe un altro.

Ovvero, può bastare una corsa in più o in meno per garantire lo sviluppo di un territorio?

Personalmente, la questione dei treni per Roma mi ricorda quella sugli ospedali. Tutti pronti a fare barricate per scongiurare il pericolo di chiusura, pochi a chiedere più servizi e migliore qualità dell’assistenza sanitaria.

I treni per Roma sono un’occasione sprecata per mettere sul tavolo non la questione di una fermata in più o in meno, ma per guardare a una programmazione dei trasporti non adulterata da un campanilismo cieco e provinciale.

Che cosa si può fare per favorire la mobilità locale e come possiamo inserirla nella rete nazionale?

Possibile che si continui a ragionare per compartimenti stagni senza una visione d’insieme?

Così si continuerà nella corsa dei proclami di qualche consigliere regionali, malato di protagonismo, o dei trionfalismi di qualche sindaco che esulta per una conquistata fermata ferroviaria.

Ci accontentiamo di vincere battaglie, mai la guerra.

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