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Trise, cosa cambia per il mercato immobiliare nel 2014

È nata Trise. Cambia ancora nome il servizio sui tributi comunali che comprende la tassa sui rifiuti, già Tarsu e Tares, e che in parte dovrebbe far fronte anche alla cancellazione, parziale o totale dell’Imu. La Trise, che partirà a gennaio 2014, comprende la Tari (la tassa sui rifiuti che sarà pagata per l’anno solare, calcolata sulla superficie degli immobili e versata da chi occupa l’immobile) e la Tasi (tassa sui servizi indivisibili dei municipi). Secondo Andrea Montanaro, responsabile locale per il franchising Professione Casa, presente in città con ben due sedi, una su via Checchia Rispoli e una su via Masselli, il mercato immobiliare è quindi destinato a subire notevoli variazioni dopo la Legge di stabilità del governo Letta. I cambiamenti subiti da Imu, Ecobonus, mutui e l’introduzione della nuova Trise introducono novità di rilievo.

“Il governo ha definito solo i limiti del gettito fiscale entro i quali la Trise dovrà essere pagata – fa sapere Montanaro -. Sarà tra lo 0,1% e lo 0,7% del nuovo valore catastale dell’immobile per la prima casa, e fra lo 0,1% e l’1,16%% per la seconda casa. Toccherà poi ai Comuni determinare, entro questi limiti, quanto i cittadini dovranno pagare. Ma la Trise, per il primo anno, non potrà superare il gettito previsto con l’aliquota massima dell’Imu”. Novità importanti sono state introdotte per le detrazioni fiscali e gli Ecobonus. Resterà invariata la detrazione fiscale del 50% per quanti insieme alla ristrutturazione edilizia acquisteranno mobili da arredamento ed elettrodomestici. Inoltre, sempre con riferimento alle detrazioni per le ristrutturazioni, l’incentivo previsto del 50% è stato aumentato dalla percentuale del 36 a quella dell’attuale 50%. La scadenza degli Ecobonus, prevista per il 31 dicembre 2013, è stata prorogata 31 dicembre 2014 ma nel 2015 la detrazione per il risparmio energetico è destinata a scendere del 50%.

“Per quanto riguarda l’Imu su affitti e mutui – spiega il responsabile di Professione Casa – è bene precisare che l’imposta è stata eliminata solo per la prima casa, e rimane per le seconde case, a meno che l’immobile non sia concesso in comodato d’uso ai figli del proprietario. Per le case in affitto è stata confermata la riduzione dal 19 al 15% della cedolare secca per i contratti a canone concordato, mentre per i mutui è stato istituito sia per l’anno 2014, sia per il 2015, un fondo  di solidarietà di venti milioni di euro”. Questo fondo andrà a beneficio di giovani coppie o mono genitoriali con figli minori, a giovani precari, a famiglie con disabili e numerose.

“Inoltre – conclude Montanaro -, sul mutuo prima casa, sono previste anche detrazioni sugli interessi dell’1%”.

 

Andrea Montanaro – Responsabile Professione Casa-San Severo

 

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