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TROPPO POCHI I NOSTRI GIOVANI CHE SI DEDICANO ALL’AGRICOLTURA

di DESIO CRISTALLI  

La conclusione della “Valutazione sull’impatto della PAC sul ricambio generazionale, lo sviluppo locale e l’occupazione nelle zone rurali” pubblicata dalla Commissione europea ha certificato che sono ancora troppo pochi i nostri giovani che si dedicano al lavoro della terra. Secondo i dati degli ultimi anni dell’Unione Europea, per ogni gestore di azienda agricola sotto i 40 anni ben tre sono di età superiore ai 65 anni. L’invecchiamento degli agricoltori europei è una delle maggiori sfide che le zone rurali devono affrontare e a quanto pare la Politica agricola comune da sola non è sufficiente ad affrontare le principali barriere all’ingresso nell’agricoltura dei giovani. Le misure prese in considerazione nella valutazione sono quelle più rilevanti per il ricambio generazionale come: sostegno con pagamenti diretti ai giovani agricoltori, sostegno agli investimenti e aiuti all’avviamento di imprese. La valutazione fatta da Bruxelles rileva che il sostegno fornito dalle misure di ricambio generazionale ha un impatto positivo sull’aumento del numero di giovani agricoltori, anche se in misura ancora limitata. Le attuali misure di ricambio generazionale puntano a migliorare le prestazioni delle aziende agricole, la loro resilienza e il trasferimento sicuro delle aziende agricole dalle generazioni più anziane a quelle più giovani. Tuttavia, secondo le analisi di Bruxelles, queste misure tendono ad aumentare la sostenibilità socioeconomica delle aziende agricole dopo che i giovani agricoltori hanno avviato la loro attività, piuttosto che contribuire alla successione nelle aziende agricole. Come rileva l’esecutivo comunitario sebbene il livello di formazione dei giovani dirigenti di aziende agricole sotto i 35 anni sia aumentato nel tempo, l’accesso alla conoscenza è ancora insufficiente. Secondo lo studio europeo l’attuazione e l’impatto delle misure di ricambio generazionale potrebbero essere migliorati se gli Stati membri sviluppassero approcci integrati, utilizzando in modo coerente più strumenti sia della politica agricola comune che altre disposizioni legislative e fiscali molto più ampie e di largo respiro sociale. L’auspicio è che queste statistiche continentali spingano i vecchi coltivatori dei campi a spingere i giovani delle loro famiglie a scegliere l’agricoltura come loro professione.

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