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UGL Terziario Foggia: “Bando Ristorazione ospedaliera, la Capitanata e il Riuniti saranno senza cucine, a rischio livelli occupazionali”

In merito alla pubblicazione della gara unica della ristorazione ospedaliera della Regione Puglia del lotto 4 riferito alla Capitanata, registriamo una nota del Segretario Prov. UGL Terziario di Foggia, Dirella Emilia.
“Dopo la scadenza naturale del contratto e proroghe varie, in pieno clima natalizio il 22 dicembre, il presidente Michele Emiliano ha deciso di pubblicare, tramite Innovapuglia, il bando di gara per l’affidamento del servizio di ristorazione ospedaliera della Regione Puglia diviso in 6 lotti per provincia, per un importo di 372 milioni di Euro in 5 anni con possibilità di 24 mesi di proroga.
Da una attenta lettura, abbiamo scoperto che nel lotto 4, (provincia di Foggia), i tecnici regionali hanno stabilito che in Capitanata non esiste una cucina interna ospedaliera (compresa quella del Riuniti di Foggia) “che abbia i requisiti di legge per la stipula del contratto”, tradotto dalla formula burocratica, non esiste una cucina agibile per svolgere il servizio, come ribadito nell’allegato 7 dello stesso bando di gara.
In sintesi, viene dichiarato che tutte le cucine interne dei presidi ospedalieri dell’intera Capitanata attualmente in funzione (Foggia, Cerignola, San Severo per citarne alcune) sono state dichiarate ufficialmente non a norma di legge (quale?), al contrario di quanto pubblicato in precedenza da Innovapuglia nel lontano 2017 nell’avviso di consultazione di mercato, dove si prevedeva la cucina del Riuniti, come centro cottura interno abilitato.
A questo punto, vista la situazione vorremmo capire, con risposte “chiare”, quale “strategico interesse pubblico è sopraggiunto” che ne ha determinato la cancellazione.
Inoltre sempre nell’avviso di gara viene chiaramente detto che per i soli centri cottura interni è “obbligatorio” avviare la preparazione fresco-caldo (preparazione tradizionale) mentre per gli altri si “deve” ricorrere all’uso di cucine esterne private con preparazione del Refrigerato (cook and chill), cioè il cibo viene precotto giorni prima, congelato, rinvenuto e dispensato a km di distanza, con discutibile garanzia di qualità offerta ai degenti della Capitanata rispetto ai loro pari delle altre provincie della Regione Puglia, con un prezzo maggiorato di € 0,70 centesimi per vitto refrigerato rispetto ai prezzi minimi per il vitto tradizionale ( un vero affare!).
Quindi il “fortunato” aggiudicatario dell’lotto 4 della provincia di Foggia avrà notevoli vantaggi sia in termini di erogazione del servizio che in termini di risultato economico-guadagno.
Ma la vera criticità si riscontra nella salvaguardia dei livelli occupazionali infatti il bando prevede una “falsa clausola sociale” in quanto l’aggiudicatario potrà proporre e discutere con i sindacati un “progetto di assorbimento”, in base alla tipologia di processo di produzione del pasto offerto, e non un assorbimento globale della forza lavoro, come normalmente previsto dalle clausole sociali.
Infatti mentre nel ciclo di produzione tradizionale (fresco-caldo) la forza lavoro risulterebbe essere invariata al contrario nel refrigerato (cook and chill), quello previsto per la provincia di Foggia,

sarebbe notevolmente ridimensionata, proprio per il particolare ciclo di produzione che non necessita di molta manodopera, generando possibili trasferimenti, demansionamenti, mancati assorbimenti e licenziamenti, il tutto contravvenendo alla norma della Legge Reg. 25/2007 nello specifico art. 25 (salvaguardia dei livelli occupazionali e contrattuali negli appalti della Regione Puglia).
Inoltre a complicare la situazione, si riscontra la inspiegabile separazione operativa degli addetti operanti al servizio di lavaggio e pulizia delle cucine (interne ed esterne) da quelli operanti alla preparazione, confezionamento e trasporto vitto e il possibile ricorso al subappalto di servizi parziali che potrebbero generare differenze contrattuali, contributive e retributive importanti.
Infatti mentre ora gli attuali “addetti mensa” con Ccnl Turismo Ristorazione Collettiva hanno mansioni multiple, anche di sanificazione, diversificando e separando il servizio diventerebbero semplici “addetti alle pulizie”, quindi con un possibile applicazione del Ccnl Multiservizi (molto più conveniente per il datore di lavoro) e oggetto di esternalizzazione in subappalto a eventuali società collegate all’aggiudicatario, alleggerendo di molto il costo lavoro in cambio del “ricatto della conservazione del posto di lavoro”.
Questo è il possibile scenario a cui andiamo in contro – afferma il segretario della UGL Terziario – e contando che la maggior parte della forza lavoro operante è rappresentata dalle mansioni di “addetti mensa” è prevedibile capire dove ci sarà la “mattanza sociale del progetto di assorbimento” che immaginiamo proiettato in tutta la Capitanata risulterebbe socialmente devastante.
Per questo motivo che noi della UGL Terziario Foggia – aggiunge Dirella – siamo fortemente preoccupati e pretendiamo risposte concrete, non solo perché si parla di soldi pubblici e di garanzia di servizi per i nostri degenti ma soprattutto per salvaguardare tutti i livelli occupazionali dei lavoratori che ricordo, in piena pandemia, non si sono mai tirati indietro e sollecitiamo il mondo politico (parlamentari, consiglieri regionali della provincia di Foggia, assessori regionali) “a porre in atto una concreta attività” a difesa del territorio e non con le solite passarelle solidali , infatti ci stiamo attivando, per chiedere un tavolo istituzionale di confronto in Commissione Regionale che ci permetta di portare le istanze dei lavoratori di Capitanata e chiedere la revoca immediata di questo anomalo bando di gara.

Segreteria Provinciale
UGL Terziario Foggia

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