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UN GRIDO DI DOLORE- RIFLESSIONI DI CULTURA SPORTIVA

di VANNI PELUSO CASSESE

Odo nell’aere un grido. È come un urlo di sofferenza. Di dolorosa afflizione. Pongo bene l’orecchio a percepire da quali distanti sponde venga. Ma no, non proviene da tanto lontano, anzi da appena fuori le mura, in direzione di Apricena. Lì, confinato in casa, sconta una restrizione di libertà DARIO MONTAGANO. E la sofferenza, ancor più che dalla costrizione cui è obbligato, intuisco essergli procurata dalla lontananza che avverte di quanti in maniera diretta o indirettamente hanno potuto beneficiare della sua magnanimità. Personalmente posso ben affermare che è stato lo sponsor più longevo dello sport sanseverese. Per diversi anni il basket di un certo livello a San Severo si è potuto giocare grazie ai suoi ripetuti interventi economici. Ed ecco che subito c’è chi mi fa notare che qualsivoglia forma di sponsorizzazione ha un suo tornaconto. Ed io solerte rispondo che in un’epoca qual è la nostra, nella quale non trova più dimora qualsiasi forma di puro originario mecenatismo, bisogna pur riconoscere il valore di quelle forme filantropiche di sostegno alle varie attività sociali, che oggi giorno chiamiamo sponsorizzazioni. Così come bisogna riconoscere, che quella di perseguire il… profitto è tra le peculiarità della figura di un imprenditore, altrimenti non potremmo assolutamente definirlo tale. Cosa che spesso, però, non è accettata dal sentire comune. Tuttavia, anche l’imprenditore che prova a promuovere il piacere, la felicità e il benessere degli altri è individuo, intriso d’amore verso il prossimo, inteso come disposizione d’animo e come sforzo operoso. Queste azioni sono chiamate, appunto, opere di filantropia. E MONTAGANO, oltre ad essere un imprenditore con tutte le sue specificità, a volte viste con diffidenza ed invidia, è un filantropo. Prova ne siano anche altre abituali dimostrazioni di attaccamento al territorio, come la sua sensibilità nello sponsorizzare la pubblicazione della storia della CESTISTICA che mi accingo a dare alle stampe. Così come è una costante la sua presenza tra i maggiori finanziatori della Festa Patronale. O anche la realizzazione, nel cimitero cittadino, dell’obelisco più alto al mondo e dedicato a tutti i sanseveresi defunti per incidente stradale.  Ora sembra che le aziende da lui dirette abbiano commesso degli illeciti per cui la giustizia indaga limitandogli, intanto, la libertà. La magistratura continuerà a procedere nel suo percorso, emettendo alla fine un verdetto di condanna o assoluzione nei suoi confronti. La mia aspettativa, è di non dover apprendere di una sentenza di colpevolezza che, sinceramente, mi farebbe patire una grande delusione dell’uomo MONTAGANO.

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