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Un magnifico successo per la conferenza: “4 aprile 1944: quel volo da San Severo…”.

Si è tenuta martedì sera, 14 febbraio, nell’elegante cornice della galleria d’arte moderna comunale “Luigi Schingo”, la conferenza che ha ridato a San Severo, una delle sue pagine di storia più emblematiche: la scoperta del campo di deportazione e sterminio di Auschwitz, in Polonia.

“4 aprile 1944: quel volo da San Severo…”, ha ripercorso “in volo”, quello che è accaduto dopo la missione del “Mosquito” del 60° Squadron della Royal South African Air Force.

Già nel solco tracciato su questa pagina di storia, il volo del ricognitore e la lettura delle fotografie hanno dato alla luce quello che si celava nei “campi di lavoro”, della Germania nazista.

Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura, avv. Celeste Iacovino, c’è stata la conferenza tenuta dall’esperto ricercatore di storia aeronautica di Capitanata, ins. Luigi Iacomino (presidente del “Gruppo modellistico ricerche storiche” Foggia) e con lui ha dialogato il dott. Beniamino Pascale, giornalista del quotidiano “l’Attacco”.

“Quest’anno, l’assessorato alla Cultura ha inteso dedicare alla ‘Giornata della memoria’, una serie di eventi, nella convinzione che ricordare gli orrori della Shoah possa essere di monito per tutti e possa suscitare nelle nostre coscienze il desiderio di un futuro di pace e rispetto, tra i popoli. In questo contesto si è inserita l’interessante conferenza tenuta dallo studioso Luigi Iacomino, che ci ha appassionati e ci ha ulteriormente fatti partecipi di una pagina di storia, tanto triste quanto utile all’umanità, che è partita da uno degli aeroporti di San Severo”.

Tema ripreso da Gigi Iacomino: “La mattina del 4 aprile 1944, dall’aeroporto di San Severo 1, decollò un solitario Mosquito del 60 Squadron della Royal South African Air Force, con il compito di trovare alcune fabbriche di armi tedesche operanti in Polonia. L’equipaggio di quel ‘Mosquito’, composto da Ian Mac Intyre e Charles Barry, per un caso del destino, si trovò sulla verticale del campo di concentramento di Auschwitz, fotografando, in prima assoluta, questo triste luogo di morte e di orrore”. Anche se non conserva nessuna traccia dei suoi vecchi aeroporti, San Severo può vantare un glorioso passato aeronautico, che trova le sue origini nella Grande Guerra: “Come confermato dall’assessore Iacovino – ha evidenziato Beniamino Pascale – San Severo deve far sua la storia che l’ha vista protagonista della scoperta che poi, all’umanità, ha evidenziato l’atroce e beffardo destino di oltre 6 milioni di persone”.

San Severo, 15 febbraio 2017

                                                                                                          Il Portavoce

                                                                                              (dott. Michele Princigallo)

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