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Una famiglia foggiana nella disperazione, ma a chi importa?

A Foggia al centro polivalente Croci Nord in fondo al quartiere Candelaro una famiglia sta per essere sfrattata, il motivo è che la dipendente comunale da qualche anno è andata in pensione ed al comune serve quella casa, che è bene pubblico. La dipendente comunale vive da oltre trent’anni in quella casa, di la non si è mai mossa, neanche l’estate per andare a fare qualche giorno di mare per onorare il suo impegno, ovvero sorvegliare gli impianti sportivi, nel frattempo coabitano con lei un suo figlio con moglie e nipoti, concittadini che per condurre una vita dignitosa hanno unito la pensione della signora con un salario da operaio precario, ma secondo il comune il cumulo di reddito è tale che questa gente dopo una vita di onorato servizio, di la deve andare via. Ebbene se da un punto di vista formale nonché legale questo non fa una piega, riteniamo non giusta questa decisione, in primis perché non si sta mandando via una famiglia ricca che gode di un bene pubblico, ma bensì una famiglia foggiana composta da una pensionata ed un operaio precario con moglie e figli, e se il mod.730 e l’ISEE  non sono congrui per rimanere, la realtà è ben diversa in quanto la ex dipendente comunale ha avuto seri problemi di salute e spende gran parte della sua pensione in medicinali, questo nucleo familiare che paga gas, energia elettrica e tassa sullo smaltimento dei rifiuti come qualsiasi cittadino, ha chiesto di rimanere in quanto non riesce a contrarre mutuo per l’acquisto di una casa anche piccola dato le loro condizioni economiche, ha chiesto anche al comune di pagare per quell’immobile che occupano un canone, ed in ultima istanza hanno chiesto anche un abitazione alternativa, tutto inutile, numeri alla mano e forti delle normative di legge, la riposta è stata negativa; vari interlocutori della tecnostruttura hanno spiegato che in quell’abitazione entreranno persone con reddito zero, o comunque più disagiate degli attuali occupanti, questo per noi non è giusto perché la vediamo come una guerra tra poveri, e non è questa la soluzione. Ci verrebbe da chiedere al comune di Foggia quando costa all’ATAF mettere corse gratis per gli extracomunitari, a quanto ammonta il costo sociale che paghiamo noi cittadini per mantenere finti profughi che un giorno sì e l’altro anche leggiamo macchiarsi di odiose violazioni di legge a danno di nostri concittadini,  il comune di Foggia di quanti fitti per immobili dove risiedono extracomunitari si fa carico? In questo caso le spese non si valutano? I conti tornano? Certo non è da salotto radical chic sostenere un nucleo familiare italiano, lo è molto di più aiutare chi italiano non è. Forza Nuova quindi invita a ripensare la sorte di questa famigliola, e comunica che vigilerà su chi qualora si effettui lo sfratto, sarà messo in quell’abitazione, non vorremmo ritrovarci magari una famiglia non italiana, in quel caso lo sgombero lo faremo noi, mettendoci dentro  una famiglia italiana, a costo di prenderci anche qualche denuncia, diamo la nostra parola d’onore, a cui non siamo abituati a venir meno, costi quel che costi.

Forza Nuova Puglia e Basilicata.

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