
Riceviamo e pubblichiamo una lettera appena arrivata in redazione, a scriverci è Massimiliano Patano, della Parrocchia Cattedrale, che come me ha conosciuto e apprezzato don Franco Manzari:
“Padre, fratello e amico!
Sin da quando ero piccolo, don Franco mi chiamava a casa praticamente quasi tutti i giorni.
Voleva una mano per trascrivere al computer le sue riflessioni. Io andavo ogni volta che potevo, e quando non potevo si preoccupava. Ogni volta che entravo a casa sua, non mancava la sua benedizione, il suo abbraccio e l’immediato saluto alla sua carissima sorella Gina.
Mi dirigevo nello studio, lui mi preparava la postazione, e cominciava a dettare. La cosa che più mi affascinava è che oltre a scrivere, lui mi spiegava sempre ciò che pensava. Da lui ho imparato a comprendere moltissimi passi della Sacra Scrittura. Finito di scrivere, iniziava la lezione su come passare il file sulla chiavetta. Glie lo avrò spiegato centinaia di volte, ma ogni volta lo rifacevo io e si scoppiava a ridere come sempre.
Con le riflessioni pronte, mi dirigevo alla storica cartolibreria amica YO YO e quando entravo, il gentilissimo proprietario già capiva che si trattava di don Franco e mi faceva passare avanti nella fila, laddove fosse necessario. Spesso ci siamo andati insieme e, con la scusa delle fotocopie, non mancava una gustosissima cassatina al bar di fianco. Era il suo dolce preferito. Per non parlare dell’organizzazione del suo 50° di sacerdozio.
Che festa grande! Settimane e settimane per prepararci a questo grande evento. Ci incontravamo anche con altri giovani e con i seminaristi della Cattedrale ogni mattina in seminario. Ognuno svolgeva le sue mansioni. Io mi ricordo che non vedevo l’ora di svegliarmi la mattina, nonostante fosse agosto, in piena estate, per aiutarlo.
Dovevamo organizzare una festa bellissima. Tante celebrazioni a partire dai primi vespri della Solennità dell’Assunzione di Maria, il 14 agosto, fino al giorno dopo. E poi quella festa grandissima. Quanta gente, quanti volti, tutti lì per festeggiare un padre ed un amico. Perché don Franco era di tutti!
Non c’era un compaesano che vedendolo passare non lo salutava o non si fermava a scambiare due chiacchiere. Aveva una parola per tutti, diceva le cose come stavano senza timori. Era amato da tutti. Ha lasciato nella mia vita un segno indelebile, la sua parola, i suoi insegnamenti mi accompagneranno durante il corso della mia crescita e metterò in pratica ciò che lui sempre mi diceva: “Miraccomando a te, sii un uomo con la U maiuscola, ti voglio bene.”
Ce ne sarebbero di episodi da raccontare, potrei addirittura scrivere un libro, ma voglio fermarmi e ricordare così il mio grande padre, fratello e amico don Franco!”
Massimiliano Patano



