Una nuova narrazione della città: la sfida dell’amministrazione di Lidya Colangelo

“Una città non è mai solo un luogo in cui vivere, è anche un immenso archivio di storie”, come diceva John Berger. Una visione interdisciplinare che l’amministrazione comunale guidata da Lidya Colangelo intende porre a base della sua visione politica per la sicurezza e la legalità in città. Infatti “di fronte all’insistente e negativa narrazione di cui è oggetto il territorio quale culla della quarta mafia e teatro di una microcriminalità fuori controllo – si legge nelle linee di mandato approvate dal consiglio comunale -, abbiamo non solo la necessità di confutare l’eccessiva demonizzazione del nostro quadro sociale, ma soprattutto il dovere di mettere in atto interventi di prevenzione e di contrasto capaci d’incidere sulla devianza minorile e, attraverso una riduzione tangibile dei fenomeni malavitosi, per provare a riabilitare l’immagine del nostro territorio”.
Tra le iniziative in programma previste dal programma pluriennale ci sono azioni di controllo del decoro urbano con ogni strumento legislativo a disposizione; incremento della presenza delle forze dell’ordine e collaborazione con le associazioni per garantire il controllo delle zone residenziali per mezzo di procedure operative e l’utilizzo di tecnologie avanzate, oltre alla riorganizzazione del Corpo di Polizia Locale finalizzata alla razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane del settore oltre a nuove assunzioni per consentire un maggiore presenza di agenti in strada. In programma anche il potenziamento della sala operativa del Comando di Polizia Locale, per un controllo coordinato del territorio, procedendo all’implementazione del sistema di video sorveglianza per realizzare un presidio costante di monitoraggio del territorio, anche tramite l’adozione di nuovi software e con sistemi di partenariato pubblico privato al fine di garantire un’attività di controllo del territorio efficiente. Bene, questo è un aspetto.
Tuttavia per migliorare la qualità della vita e l’immagine della città c’è anche bisogno di un maggiore ordine e pulizia. Pertanto l’amministrazione intende puntare sulla lotta all’abusivismo commerciale e l’incremento e ammodernamento della Zona a traffico limitato con la rimodulazione dei varchi di accesso con una nuova regolamentazione delle soste per i residenti. “Sarà incrementato e rinnovato anche il servizio di soste a pagamento – si legge nel programma -, con l’implementazione e la creazione di nuovi parcheggi a tecnologia avanzata, nuova segnaletica con controllo soste attraverso l’assunzione di ausiliari della sosta in collaborazione con la Polizia Locale”. In ogni modo sarà anche necessaria l’attivazione di una programmazione per la manutenzione della segnaletica orizzontale e per la segnaletica verticale. Inoltre prioritaria sarà la lotta al randagismo e ancora di più il rafforzamento delle attività a tutela del benessere animale.
Nelle intenzioni dell’amministrazione ci sono iniziative per la tutela di soggetti anziani, fragili, attività di formazione professionale degli operatori di polizia locale contro la violenza di genere, oltre all’avvio di uno sportello di ascolto gestito da personale della Polizia Locale in collaborazione con i servizi sociali. In più, d’intesa con la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Bari è in programma la realizzazione di una unità operativa di pronto intervento minori. L’obiettivo è di trasformare San Severo in una città più sicura e vivibile attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolga attivamente i cittadini. Programmi e buoni propositi a parte, c’è da dire che il potere della narrazione può essere un motore fondamentale per plasmare una nuova visione di città, trasformandola da semplice aggregato urbano a un luogo di appartenenza, identità e coesione sociale. La narrazione, infatti, non si limita a raccontare la città, ma contribuisce a definirla, costruendo immaginari condivisi e stimolando nuove forme di partecipazione e progettazione.
In definitiva come diceva Henri Lefebvre: “La città non è solo uno spazio da abitare, è anche uno spazio da vivere, da immaginare e da reinventare, dove ogni angolo può diventare il teatro di una nuova possibilità sociale”.



