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Una processione in barba alle disposizioni #Coronavirus – “CHIEDETE SCUSA ALLA POPOLAZIONE”

LE REGOLE?  QUESTE SCONOSCIUTE?

Nella serata del 20 marzo 2020, nel Comune di S. Paolo di Civitate (FG), si è violato l’ultimo DPCM posto in essere dal Governo per arginare l’espansione del Covid19 che sta mettendo in ginocchio il Pianeta.

Nello specifico, uno dei parroci del Comune di S. Paolo di Civitate si è prestato, a suo dire con tanto di autorizzazione, a esercitare la funzione religiosa con una processione che ha attraversato gran parte del paese in compagnia di altre 6 persone.

Immediatamente dopo aver avuto coscienza della notizia da parte di altri cittadini del Comune di S. Paolo di Civitate che mi segnalavano l’accaduto, decidevo di postare un video dove stigmatizzavo l’atteggiamento fuori luogo, incosciente, irresponsabile oltre che vietato dalla legge posto in essere dal parroco, da chi ha partecipato alla processione e, ancora non conosco il nominativo, da chi ha autorizzato una simile manifestazione in barba al DPCM che vieta assembramenti di qualsiasi genere.

Siamo tempestati di continuo dai media che ci esortano, quasi ci supplicano, di restare a casa ma noi, italiani restii alle regole anche quando queste ultime possono salvarci la vita, ci disinteressiamo delle stesse convinti che “ mo vid se a capità proprij a me?”.

Ebbene dopo il video messaggio postato su FB nella serata di ieri, pur avendo ricevuto elogi e messaggi di stima, non posso evitare di sottolineare, il tentativo di giustificazione del parroco Don Dino D’Aloia che, sulla pagina FB del gruppo San Paolo di Civitate, ha cercato di portare la questione sul campo religioso, sulla necessità della Chiesa di essere presente in questo momento di dolore.

https://www.facebook.com/dionigi.neri.7/videos/10222037913685805/

Sul punto, ricordo a chiunque, questa è la prima parola dell’art. 650 cp, che commettere il reato di “ “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda di € 206.

Quel “chiunque”, sapete, è riferito a tutti e, quindi, anche ai preti!

Tuttavia, convinto della bontà delle intenzioni del parroco, che evidentemente non ha dato peso alla sua condotta negligente e delittuosa, resto letteralmente allibito dal comportamento di una parte della popolazione di San Paolo di Civitate che ha preso le difese del sacerdote ritenendo, addirittura, che il mio messaggio sia spinto da velleità politiche.

E’ evidente che così non è! La mia riflessione è puramente svincolata dalla politica. E’ una riflessione di buon senso e di civiltà.

Sono le regole che ci consentono di vivere nel rispetto dei diritti altrui.

Sono le regole che tutelano i cittadini soprattutto quello più deboli come gli anziani.

Sono le regole che rendono una comunità di persone un “Paese” e non una tribù.

Beh, cari concittadini tolleranti e permissivisti, mi auguro che il Governo  decida di adottare misure più restrittive e aumentare le pene per chi viola le regole perché se davvero siete ancora convinti che quello che sta capitando non è direttamente proporzionale alla nostra condotta, allora sarà prossima l’estinzione anche di quelle persone che, ligi al dovere prima morale e poi giuridico, tutelano anche voi che uscite e fate le processioni!

Con il presente messaggio, resto in attesa di conoscere chi ha autorizzato una simile manifestazione inaccettabile, fuori luogo, pericolosa e in palese violazione delle norme nazionali.

                                                                                               Il consigliere comunale di opposizione

                                                                                                          Avv. Dionigi Neri

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