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UNA PROPOSTA ORGANIZZATIVA DELLE AREE TECNICHE DEL COMUNE DI SAN SEVERO

ISTITUIRE UN’UNITÀ DI COORDINAMENTO “QUALITÀ DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO”

di FABIO MUCILLI

Un breve ‘cappello’ per presentare l’estensore di questo articolo richiesto dalla Direzione della GAZZETTA. L’architetto FABIO MUCILLI (nella foto), Coordinatore dell’Area Urbanistica e Attività Produttive del Comune

di San Severo, da ottobre 2012 a febbraio 2014 ha frequentato (a sue spese) presso la SDA Bocconi di Milano un Executive Master in Management delle Amministrazioni Pubbliche (EMMAP), con Diploma di Specializzazione in Management delle Amministrazioni Pubbliche da parte della SNA-Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione; nell’ambito di tale percorso di alta formazione ha redatto il Progetto Individuale di Innovazione sul proprio Ente di appartenenza dal titolo <<L’Unità di Coordinamento ‘Qualità della Città e del Territorio’: una modalità organizzativa dei Servizi Tecnici del Comune di San Severo>>, con il quale propone un radicale cambio di approccio nell’organizzazione delle funzioni tecniche del nostro Comune. La GAZZETTA fa sua questa importante proposta e la gira all’attenzione del Sindaco MIGLIO e della nuova Amministrazione Comunale. (DESIO CRISTALLI)

Il Testo Unico degli Enti Locali stabilisce che “spettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell’assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico” e definisce quindi in modo puntuale sia i destinatari (popolazione e suo territorio), sia la loro stessa ragion d’essere, che si può riassumere nel fornire servizi alla persona e alla comunità locale e nell’avere cura dell’assetto e dell’utilizzazione del territorio in un’ottica di sviluppo economico (oggi diremmo “sostenibile”). Se si assume tale orizzonte di riferimento, si delineano con chiarezza la natura ed i limiti dell’attuale assetto organizzativo delle Aree tecniche del Comune di San Severo: infatti, se il territorio (di cui la città è parte rilevante) è uno dei destinatari dell’azione del comune e se la cura dell’assetto e dell’utilizzazione del territorio in un’ottica di sviluppo sostenibile è una delle finalità della sua azione, se ne desume che l’individuazione di tre distinte Aree tecniche funzionali ne determina la frammentazione ed i conseguenti effetti negativi in termini di efficacia e di impatto sul “destinatario” finale. Attualmente ciascuna Area organizzativa opera in pressoché totale autonomia; le più frequenti interrelazioni si manifestano in relazione ai singoli procedimenti amministrativi (ad esempio, nei casi in cui il rilascio di un atto autorizzativo richieda l’espressione di pareri o atti di assenso da parte di più aree funzionali o se l’approvazione di un’opera pubblica comporti la necessità di variante urbanistica), mentre non c’è coordinamento (se non occasionale) tra la pianificazione urbanistica, la pianificazione di settore (piano traffico urbano, piano commercio, piano verde e piani di settore in genere), la programmazione dei lavori pubblici (programma triennale, elenco annuale), la predisposizione o l’aggiornamento di regolamenti comunali in materia di attività produttive, le attività di manutenzione del patrimonio pubblico, etc. E’ importante rilevare che la costituzione dell’Ufficio di Piano nella prima metà del 2012, con l’obiettivo di integrare il piano urbanistico generale in corso di approvazione con la pianificazione di settore in materia ambientale, non sono state condizioni sufficienti per il superamento di tale criticità organizzativa, se non per alcuni aspetti molto parziali, in quanto continua a permanere un’impostazione complessiva dell’organizzazione di tipo “funzionale” piuttosto che focalizzata sul “destinatario” finale delle politiche e delle strategie. Se ci spostiamo dal piano della struttura organizzativa agli strumenti di misurazione e valutazione dei risultati dell’Ente troviamo conferma di tale situazione: infatti, seppure nel Piano della Performance vengono individuati aree ed obiettivi strategici, che in qualche modo lasciano presumere un’attenzione agli impatti delle politiche, tuttavia da una parte ci si scontra con l’assenza di adeguati indicatori e di dati e parametri di confronto, dall’altra nel momento in cui si definisce il Piano degli obiettivi specifici si ricade ancora nella logica delle aree funzionali. Si potrebbero fare diversi esempi di come la descritta inadeguatezza organizzativa si è riverberata negativamente sulle attività dell’Ente, in primis sulla cosiddetta “rigenerazione urbana” che, da programma innovativo basato sull’integrazione delle politiche urbane si è tramutata nella pura e semplice realizzazione di (solo alcune di quelle previste) opere pubbliche. Per superare tale situazione di criticità si propone l’istituzione di un’UNITÀ DI COORDINAMENTO, che in ragione della sua finalità si potrebbe denominare “QUALITÀ DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO”, con l’obiettivo specifico complesso di operare circolarmente sui due seguenti livelli: – definizione e realizzazione di un sistema di misurazione e valutazione degli impatti di politiche e strategie per la città e per il territorio; – coordinamento ed integrazione delle attività di pianificazione, programmazione e regolazione dell’Ente in materia di assetto ed utilizzazione del territorio. L’articolazione di tale Unità di Coordinamento è indipendente dalla presenza di una o più aree tecniche, in quanto opererebbe trasversalmente a queste, su livelli diversi, e non interferirebbe direttamente sull’attività dei Servizi alla Città. Ai fini dell’attuazione, in una prima fase di sperimentazione (con durata minima non inferiore al triennio), ci si può avvalere della facoltà prevista all’art. 8 comma 8 del Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi del nostro Comune, il quale prevede la possibilità di definire “unità di progetto”, finalizzate “al perseguimento di specifici obiettivi complessi, di grande rilevanza, individuati dall’Amministrazione e che necessitano della massima integrazione tra specifiche professionalità e competenze trasversali”. La dotazione di risorse economiche nel primo anno andrebbe finalizzata prioritariamente alla realizzazione del sistema di misurazione e valutazione degli impatti, mentre la dotazione di personale dovrebbe vedere la presenza stabile del project manager e di almeno due unità di personale, con il coinvolgimento, mediante specifiche e disciplinate modalità di raccordo, dei dirigenti, dei coordinatori e dei responsabili dei servizi delle Aree tecniche. L’Unità di Coordinamento “Qualità della Città e del Territorio”, con carattere sperimentale triennale, dovrebbe essere finalizzata all’individuazione, a conclusione della sperimentazione, di una struttura permanente dell’Ente, anche mediante la complessiva riorganizzazione delle aree tecniche, sulla base dei risultati ottenuti e in esito agli eventuali aggiustamenti intervenuti nelle fasi intermedie della sperimentazione.

FABIO MUCILLI

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