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Vandalismo in città: Inutile e tardivo l’appello dell’assessore Iacovino!

CARA IACOVINO, PRIMA DI LANCIARE APPELLI RETORICI BISOGNA FARE I COMPITI A CASA!
Leggo con un certo stupore l’appello dell’Assessore Iacovino sugli atti di vandalismo perpetrati da ignoti nella nostra città. Credo si tratti di un intervento tardivo e per certi versi inutile, considerata non solo la scarsa ricaduta che di solito hanno queste dichiarazioni retoriche, ma anche l’assenza di “un’ammissione di colpa” rispetto alle inesistenti politiche dell’Amministrazione Miglio per la difesa degli spazi pubblici e, più in generale, per il cosiddetto decoro urbano. Credo sia opportuno fare una premessa per non essere fraintesi. Non si può di certo tacere sui comportamenti vergognosi di alcuni nostri concittadini, in taluni casi protagonisti di vere e proprie azioni incivili, deplorevoli sotto ogni punto di vista. Non si può di certo tacere rispetto al notevole aumento di questi comportamenti soprattutto tra i più giovani. Posto in essere quindi che non brilliamo di senso civico, non credo sia comunque corretto che la politica continui a trincerarsi dietro parole vuote e di circostanza; appelli per nascondere la propria inerzia, la propria incapacità nell’affrontare alcune questioni importanti per la città come quella della bellezza. Quindi, detto tra noi, oltre alle ramanzine cerchiamo di assumerci qualche responsabilità. Per semplificare il discorso con un esempio basta richiamare proprio Piazza Allegato, il simbolo di questo disastro, la cartina di tornasole della incapacità di programmare seriamente interventi di manutenzione ordinaria, la Piazza citata proprio dalla dott.ssa Iacovino nel suo comunicato. Si da la colpa ai bambini che assalgono il Monumento ai Caduti, bene. E dove dovrebbero giocare i bimbi sanseveresi, Le chiedo… in una Piazza sudicia, sporca, priva di animazione, iniziative, priva di controlli e continuamente attraversata dal tipico “delinquentuccio di paese” con lo scarabeo senza targa? San Severo è una città invivibile per le famiglie, una città in cui i pochi spazi disponibili risultano il più delle volte impraticabili soprattutto per il disinteresse di chi amministra. Viene in mente il fatto che questa estate, proprio mentre passeggiavo, notai l’assoluta tranquillità di alcuni amministratori, comodamente seduti a bere del buon vino, di fronte allo spettacolo vergognoso di una Piazza immersa nel totale degrado. Ricordo in particolare il colore nero della pavimentazione, una marmellata nera, oltre al consueto scorrazzare di motorini e le aiuole piene di rifiuti. Mi sono chiesto, “ma vedo solo io questo schifo?” Probabilmente si. La situazione è ancora oggi questa. Rispetto al Monumento ai Caduti poi, faccio sommessamente notare che è assolutamente logico, chiaro, ragionevole ripristinare la recinzione per quel monumento, non fosse altro per circoscriverne la sacralità, limitando così i rischi di atti vandalici. Qualche genio dice che si tratterebbe di un intervento inutile. Bene. Allora, se questo non è logico, qualcuno mi spieghi perché continuiamo a mantenere la recinzione per una antica cisterna della Piazza oramai divenuta una pattumiera!? Una recinzione tra l’altro brutta come la morte, pericolosissima, antiestetica, molto simile a quelle che circondano le vecchie tombe di famiglia. A gennaio il Consiglio Comunale ha approvato un documento sulla sicurezza urbana con alcune proposte che io stesso, con il contributo del mio gruppo, formulai per l’occasione: Considerata la diretta correlazione tra disordine, mancanza di decoro urbano, e comportamenti anti- sociali, nonché fenomeni di bullismo, il Sindaco s’impegna a : 1. promuovere la nascita di un apposito ufficio “Decoro Urbano”, con il compito di raccogliere le segnalazioni dei cittadini e realizzare azioni mirate relative all’igiene urbana, alla cura del verde, alla pulizia dei graffiti, all’eliminazione manifesti abusivi, alla manutenzione generale di strade, facciate, scalini, alla manutenzione della segnaletica stradale, al monitoraggio, cura e ripristino degli elementi di arredo urbano; 2. emettere specifiche ordinanze per sanzionare i comportamenti lesivi del decoro urbano; 3. promuovere progetti di restauro dei monumenti cittadini, oggetto di atti vandalici, in collaborazione con le Scuole. Dopo mesi il nulla, solo parole vuote da dimenticare. Prima degli appelli, cara dottoressa Iacovino, un’Amministrazione ha il dovere di fare la sua parte. Ha il dovere di programmare interventi preventivi e repressivi, ha il dovere di capire la relazione tra cittadini e spazio pubblico, ha il dovere di combattere quotidianamente per riaffermare i valori civili e le regole della comunità. Si chiama pedagogia pubblica. Per intenderci, una cosa difficile da promuovere con manifestazioni tipo Battiti Live.
NAZARIO TRICARICO

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