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Vergogna sui muri della scuola: svastiche e degrado alla De Amicis. La denuncia pubblica alla Gazzetta.

Una segnalazione dura, carica di indignazione e preoccupazione, arriva alla redazione de La Gazzetta da un cittadino di San Severo. Al centro, il grave stato di degrado delle mura perimetrali dell’Istituto Comprensivo “Edmondo De Amicis”, dove, tra scritte vandaliche e frasi oscene, compaiono anche simboli d’odio come svastiche. Un quadro che solleva interrogativi pesanti su decoro urbano, responsabilità e tutela dei valori educativi.

Segnalazione degrado e simboli d’odio sulle mura dell’Istituto Comprensivo “E. De Amicis”

“Gentile Redazione,
sono un privato cittadino e scrivo questa breve nota mosso da un profondo senso di sconcerto e indignazione riguardo allo stato in cui versano le mura esterne dell’edificio scolastico De Amicis, di proprietà del Comune.

Da diverso tempo, alcune zone del perimetro della struttura è ostaggio di un degrado non più tollerabile. Oltre alla consueta (ma non per questo accettabile) presenza di scritte vandaliche e frasi oscene, ciò che desta maggiore preoccupazione e rabbia è la comparsa di diverse svastiche.

È superfluo ricordare che tali segni non sono semplici “scarabocchi”, ma simboli di odio, violenza e discriminazione che calpestano i valori su cui si fonda la nostra società e, a maggior ragione, il nostro sistema educativo.

Il punto centrale della questione è la tempistica: Com’è possibile che nessuno degli addetti ai lavori o della direzione scolastica sia intervenuto per coprire immediatamente questi scempi?
Perché il Comune, in qualità di proprietario dell’immobile, non ha ancora adottato i provvedimenti necessari per restituire decoro e dignità a un luogo frequentato quotidianamente da bambini e ragazzi?

Far crescere i nostri figli in un ambiente che normalizza simboli di odio e volgarità è un segnale di resa culturale che non possiamo permetterci.
Un edificio scolastico dovrebbe essere il primo avamposto della legalità e del rispetto, non una lavagna a cielo aperto per l’inciviltà.

Chiedo quindi, attraverso la vostra testata giornalistica, che l’amministrazione comunale intervenga con la massima urgenza per la rimozione di tali scritte. Restare a guardare significa, in qualche modo, diventare complici di quel degrado che diciamo di voler combattere.

Vi ringrazio per lo spazio che vorrete concedere a questa segnalazione, con la speranza che possa servire a smuovere chi di dovere.”

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