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VERITÀ E … PRESUNTE TALI SU UN ANNO DI (COMPLICATA) AMMINISTRAZIONE MIGLIO

di MARIELLA DI MONTE, ASSESSORE DIMISSIONARIO GIUNTA MIGLIO

Miseria e nobiltà spesso sono più vicine di quanto si creda ed hanno più di un punto in comune. Un esempio? La VERITÀ, cosa nobilissima, ha in comune con una cosa infima ed ignobile come la cacca la caratteristica di venire sempre a galla e di lasciare un olezzo impossibile da coprire.

Tra le ricostruzioni fantasiose sulla mia nomina e le mie dimissioni è comica quella di chi, come l’attuale Presidente di ciò che resta della SVOLTA PER SAN SEVERO, sa benissimo come sono andate le cose. Inutile ribadire concetti che dall’interno del movimento stesso sono stati messi nero su bianco.

Non ho mai conosciuto la BUCA, che in ospedale lavora nell’unità operativa del dottor RUSSI ed è gerarchicamente subordinata allo stesso, ed anche le pietre di Palazzo Celestini sanno come ne venivo trattata. Anche sul rapporto con quest’ultima, pertanto, ritengo di non dover spendere nemmeno una virgola.

​La mia nomina fu, a suo tempo, imposta dal RUSSI stesso, come ho scoperto solo dopo la cerimonia di insediamento. Con lui e con la moglie, commissario straordinario dell’ex IPAB “Matteo Trotta”, ma attivista di SAN SEVERO DEMOCRATICA, sin dall’inizio ho avuto divergenze in merito a questioni riguardanti i rapporti tra l’ex “Asilo Trotta” e l’Ufficio di Piano. Comprendo le esigenze di tutti, per carità, ma il mio carattere sarebbe dovuto essere ben noto a persone che hanno frequentato me e la mia famiglia per anni.

Dalle dichiarazioni a L’ATTACCO del dottor RUSSI sembra trapelare la preoccupazione per un mio possibile rientro in Giunta. Lo rassicuro sul punto: non ho un gruppo di riferimento, non l’ho mai avuto e non intendo cercarmene uno. Come è di pubblico dominio, ho un ottimo  lavoro, una gran bella casa, una famiglia e due figli adolescenti, una dei quali richiede un impegno educativo supplementare. Non rispondo del fatto che il mio operato abbia suscitato l’approvazione della stampa e della città e non rispondo, né potrei, delle opinioni personali dei giornalisti, se ne faccia una ragione.

Quando ho capito che non interessavano i miei sforzi di natura tecnica, volti a dare una sistemazione dei Servizi Sociali e di ambito più consona alle criticità emergenti in un momento di crisi particolarmente dura, di fronte al Sindaco ed al resto della giunta impegnati in una campagna elettorale dietro l’altra, ho fatto l’unica cosa che ritenevo giusta per me, per la mia dignità di professionista e per la mia famiglia: ho tolto il disturbo! E, non volendo lasciare margini di ricomposizione, ho violato il fair-play istituzionale ed HO PROTOCOLLATO DIRETTAMENTE LE MIE DIMISSIONI, delle quali avevo, peraltro, avvisato con largo anticipo proprio il RUSSI, inviandogliele parecchi giorni prima via mail. Non ritengo di aver fatto alcun errore e non rimpiango niente. Chi parla dei miei timori per un rimpasto dà conferma, ove mai ve ne fosse stato bisogno, che lo si era richiesto in tutte le sedi. Anche questo non è un mistero per nessuno e ritengo di non dovermici soffermare oltre.

Ritengo, invece, opportuno inviare a FRANCESCO MIGLIO una piccola riflessione.

Nessun tempo passa invano, ma solo nella misura in cui se ne ricavino insegnamenti e consapevolezze. Questo primo anno di amministrazione ha mostrato più che chiaramente quali e quanti sono gli INTERESSI IN GIOCO, quale sia il VALORE REALE di ogni gruppo e di ogni singolo consigliere, DI CHI EGLI POSSA FIDARSI E DA CHI SONO ARRIVATE GRANE, come il riconoscimento certo non prestigioso del ‘PROVOLOSCAR’. A mio modestissimo avviso, non gli serve tanto una maggioranza “bulgara”, quanto una maggioranza capace di riflessioni vere in ordine alla direzione da prendere per raddrizzare il tiro e cominciare a costruire un rapporto con la città che, finora, è mancato.

Le centinaia di telefonate e messaggi di solidarietà ricevute nei giorni immediatamente a cavallo delle mie dimissioni, e che in modo sporadico non hanno mai cessato di pervenirmi, mi hanno dato LA MISURA DI QUANTO POCO SIA AMATA l’AMMINISTRAZIONE di cui ho fatto parte integrante per quasi un anno. Ne sono profondamente dispiaciuta, perché al progetto avevo creduto e perché IN GIUNTA CI SONO PERSONE PERBENE a cui sono sinceramente affezionata.

I DUEMILANOVECENTO voti raggranellati in città da GIGI DAMONE (più o meno la metà di quelli storicamente presi da CECCHINO) sono la dimostrazione tangibile degli errori commessi puntando più al dialogo con i presunti GRANDI ELETTORI che al confronto con la CITTADINANZA.

Se al tredici aprile parlavo di TSUNAMI, oggi direi che è stata una devastazione quasi atomica. Ricominciare si può, anzi si deve. Ho salutato con favore la decisione di affidare l’interim delle Politiche Sociali a FRANCESCO SDERLENGA. E’ una persona con una notevole esperienza politica ed una visione di raggio più ampio del resto della giunta. La lunga fase di riflessione circa l’opportunità di riassegnare una delega cruciale per i destini non solo di San Severo, ma dell’intero ambito territoriale, che conta più di CENTOMILA ABITANTI, mi fa ben sperare sull’oculatezza delle scelte che verranno. In un momento come l’attuale, una corretta, oculata e non condizionata gestione dei fondi a disposizione sul PIANO SOCIALE DI ZONA è esiziale per dare una boccata d’ossigeno alle tante situazioni di povertà e disoccupazione. Va ripensato il concetto stesso di sussidio e vanno proposti nuovi modelli di integrazione socio-lavorativa. Sono operazioni di natura anche e soprattutto culturale, per le quali occorrono coraggio, perseveranza ed un orizzonte temporale che non può essere condizionato e limitato. In altre parole, occorre un Assessore che abbia la massima fiducia del Sindaco, che solo a lui risponda e che con lui concordi un’azione politica che, coinvolgendo altri SETTE SINDACI, deve essere di ampio respiro e di larghe vedute. Nei miei dieci mesi avevo avviato progetti ambiziosi ma che avrebbero dato frutto più avanti, a cominciare da un diverso rapporto con l’utenza, ascoltata con costanza, almeno due giorni a settimana e senza timore di espormi anche ad aggressioni. E’ un impegno che mi viene riconosciuto in tutte le sedi. L’unica delibera che ho avuto  modo e tempo di portare in Consiglio Comunale è stata votata all’unanimità, per quanto dopo le mie dimissioni al progetto di PET-THERAPY sia stato dato seguito.

Il fatto che anche l’opposizione riconoscesse il valore del mio operato è per me un punto d’onore. Vuol dire che non ho demeritato e tanto mi basta ed avanza, non dovendo campare di politica e non avendo, né avendone mai avuti, INTERESSI PERSONALI nella gestione della cosa pubblica. Da cittadina dell’ambito, da persona che ha creduto nel progetto BENE COMUNE, da genitore di disabile grave e, in quanto tale,  membro di un numero di associazioni che sarebbe inutile nominare ed elencare in questa sede, chiedo e mi auguro che FRANCESCO MIGLIO operi la scelta giusta.

Considerato che sono ormai passati più di quattro mesi dalle mie dimissioni, mi auguro che prima o poi si smetta di parlarne e si cominci ad affrontare in modo deciso i problemi che le stesse hanno lasciato sul tappeto. Dopo che, a fine estate, saranno assegnati anche gli INCARICHI REGIONALI DI SOTTOGOVERNO e sarà finalmente chiusa la lunga e disastrosa partita delle elezioni regionali, spero si apra finalmente un serio dibattito interno alla maggioranza e ci si interroghi sul COSA FARE e, soprattutto, CON CHI FARLA.

A quel che resta della SVOLTA PER SAN SEVERO auguro una lunga vita politica, ed al mio successore “in pectore” auguro, a qualsiasi titolo, di conseguire il tanto ambito traguardo di entrare in giunta. E’ un’esperienza, comunque, altamente formativa.

Ho passato quattro mesi in religioso silenzio, e conto di tornare quanto prima ad esso ma, nella misura in cui mi si è tirata in ballo, ad un certo punto non ho potuto esimermi. Ne andava, ancora una volta, della mia dignità di professionista, alla quale, essendomela guadagnata e sudata da sola, senza alcun intervento di POLITICA, LOBBY o SETTE di varia natura, tengo più di ogni altra cosa.

​Alla GAZZETTA DI SAN SEVERO vanno i miei apprezzamenti per una iniziativa che, per quanto possa aver dato fastidio all’Amministrazione Comunale, ha avuto comunque il merito di offrire alla stessa spunti di riflessione che, ne sono sicura, non resteranno trascurati.

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