Verso la Festa del Soccorso: impegno del Comune, ma manca una regia unitaria
A 27 giorni dall’inizio della Festa del Soccorso, San Severo si ritrova ancora una volta nel pieno di un caos comunicativo che rischia di danneggiare l’evento più importante dell’anno. Tra programmi non ufficiali, anticipazioni non confermate e una giungla di locandine cariche di sponsor ma prive di una visione unitaria, cittadini e visitatori faticano a orientarsi.
Eppure, questa volta va detto con chiarezza: lo sforzo dell’Amministrazione Comunale c’è ed è concreto. Il Sindaco Lidya Colangelo, il vicesindaco, gli assessori e il consigliere delegato Alfredo Tardio, insieme alla macchina amministrativa, lavorano da mesi per tenere insieme un sistema complesso, mettendo sul tavolo risorse significative.
Secondo le stime, infatti, la Festa muove oltre mezzo milione di euro, con una parte rilevante (oltre 240mila euro dati festa 2025) proveniente proprio dal bilancio comunale. Un impegno economico e organizzativo che, tuttavia, non riesce ancora a tradursi in una regia forte e riconoscibile.
Il problema è evidente: accanto all’azione istituzionale manca un coordinamento reale tra i vari protagonisti. Le associazioni, pur organizzando numerosi eventi come batterie processionali, spettacoli pirotecnici e altre iniziative, continuano a muoversi in ordine sparso, promuovendo singoli appuntamenti senza un contenitore unico capace di dare identità e chiarezza all’intero programma.
Ma è soprattutto sul Comitato Festa che si concentra il nodo più critico. Un organismo che, fino ai primi anni Duemila, rappresentava il cuore pulsante dell’organizzazione, capace di gestire luminarie, bande, addobbi e momenti centrali delle celebrazioni. Oggi, invece, appare svuotato, poco incisivo e lontano dalle esigenze della comunità.
Eppure la raccolta fondi continua: dalla tradizionale questua porta a porta fino alle sponsorizzazioni. Ma a fronte di queste entrate, resta poco chiaro cosa venga effettivamente organizzato. Un’incertezza che alimenta malumori e interrogativi sempre più diffusi.
Emblematico quanto accaduto di recente: di fronte alla richiesta di alcuni confratelli e devoti di ripristinare gli addobbi solenni in Cattedrale, come avveniva fino a pochi anni fa, un gruppo di cittadini si era detto pronto a sostenere integralmente le spese. Un gesto concreto, significativo, rimasto però senza seguito, perchè secondo i ben in formati lo stesso comitato avrebbe deciso di non accogliere. Un’occasione persa che pesa, soprattutto nel segno della fede e tradizione popolare.
Nel frattempo, all’esterno, si continua a navigare a vista: artisti “spoilerati” ma mai ufficializzati, programmi che si rincorrono senza conferme, turisti e sanseveresi lontani costretti a organizzarsi senza riferimenti certi.
La Festa del Soccorso resta un patrimonio identitario e un potenziale volano economico per l’intero territorio. Ma senza una guida chiara, autorevole e condivisa, il rischio è che anche quest’anno prevalga la confusione.
Il Comune prova a tenere la barra dritta. Ora serve che tutti gli altri facciano la propria parte. A partire da chi, storicamente, quella Festa dovrebbe rappresentarla davvero.



