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VI RACCONTO…MICHELE MASTRODONATO

di VANNI PELUSO CASSESE

Non potrei riconoscermi l’equanimità se dopo aver raccontato WALTER MAGNIFICO E LUIGI CASTIGLIONE, non raccontassi pure MICHELE MASTRODONATO, cugino di CASTIGLIONE. Già perché anche questo pugile ha glorificato la sua città natale San Severo con non comuni imprese sportive. Perché anche lui… formatosi alla prolifica scuola di pugilato cittadina è stato un olimpionico. Ha fatto parte, infatti, della spedizione olimpica a Seoul nel 1988 e in quell’occasione non si comportò male vincendo i primi due match e venendo poi eliminato ai quarti di finale da un campione del calibro di HENRY MASK. In precedenza aveva conseguito il bronzo ai ‘X Giochi del Mediterraneo’ del 1987. Da dilettante ha conquistato le fasce tricolori agli Assoluti nel 1985 e nel 1987 e perciò fu perno fisso della nazionale tra i welter e i superwelter. MASTRODONATO chiusa la parentesi dilettantistica con la partecipazione all’Olimpiade, arrivò abbastanza celermente alla conquista del titolo Italiano dei superwelter tra quelli che combattono…a torso nudo. ‘Era dotato di notevole potenza che sprigionava soprattutto dalla corta e media distanza’. Infatti, divenne il numero uno italiano anche tra i professionisti, togliendo il titolo tricolore a SANTO COLOMBO, nel giugno 1991 a Montichiari, vincendo ai punti in 12 riprese. Difese con successo il suo titolo nazionale tre volte, contro BENITO GUIDA, GIUSEPPE LETO, andato ko al 1° round, e contro MARZO DELL’UOMO. Non era per niente facile trovare un avversario per lui, la sua potenza era ben conosciuta nell’ambiente perciò si cercava di evitarlo. Fu proprio questa difficoltà ad accelerare la possibilità di una sfida per il titolo mondiale WBO. Allora il campione era l’americano JOHN DAVID JACKSON, che accettò di mettere in palio volontariamente il suo titolo proprio a San Severo. Forse, quello, fu un passo troppo affrettato e MASTRODONATO fu battuto prima del limite. La successiva sconfitta subita ad opera di VALENTINO MANCA, che gli strappò il titolo italiano, fu decisiva per portarlo alla decisione di appendere i guantoni al chiodo nel 1993, con un conto di 17 vittorie e 3 sconfitte. La delusione e il non riuscire più ad accettare talune… dinamiche del mondo della boxe lo portarono ad appendere i guantoni al chiodo all’età di appena 28 anni.  Ma la passione per la noble art non lo ha abbandonato, ed infatti insegna la tecnica della boxe e i principi etici ad essa legati nella “ACCADEMIA PUGILISTICA MICHELE MASTRODONATO”, dove è convinto che prima o poi tirerà fuori qualche campioncino.

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