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VI RACCONTO…WILLY BOCOLA

di VANNI PELUSO CASSESE

Nella rassegna dei protagonisti sanseveresi capaci di emergere fino ai livelli mondiali nelle specialità da loro praticate, dopo aver raccontato degli olimpionici WALTER MAGNIFICO, LUIGI CASTIGLIONE e MICHELE MASTRODONATO, bisogna che includa anche WILLY BOCOLA ((nella foto)). Parliamo di un aviatore, nato a San Severo il 23 novembre 1905, già famoso nei primi anni trenta per aver fatto parte della ‘Squadriglia Folle’, l’antesignana dell’attuale Pattuglia Acrobatica Nazionale. Capitano pilota della sezione ‘caccia’ dell’Aeronautica Militare e detentore del record mondiale di ‘volo rovescio’ specialità in gran voga a livello internazionale in quel periodo. Era il 1933 e quattro mesi più tardi del record mondiale stabilito dal capitano RAFFAELE COLACICCHI, il quale rimase in volo rovescio per 41 minuti e 37 secondi, quel record fu battuto. Esattamente, il 15 maggio sull’aeroporto di Roma-Centocelle, WILLY BOCOLA restò in volo rovescio per oltre un’ora, per l’esattezza volò per 65 minuti e 51 secondi, conquistando a sua volta il record mondiale della specialità. Purtroppo la sua vita si spense molto presto, perché perì in un incidente a soli 31 anni. Così le cronache riportano l’infausto evento: <<Era il 22 dicembre 1936, quando si imbarcò assieme al collega capitano GIUSEPPE CAGGIA, all’aeroporto di Mellaha  in Libia, sul bimotore da ricognizione Ca. 309 ‘Ghibli’, che avrebbe dovuto portarli in quello di Bengasi. Durante la fase di decollo, a causa dell’eccessivo carico di carburante imbarcato per consentire il volo diretto tra le due destinazioni, ma anche della pista rovinata dalla pioggia, l’aereo non riuscì ad alzarsi in volo ed andò in stallo finendo contro un edificio che si trovava ai lati della pista. Rimasto illeso si attardò ad uscire per aiutare CAGGIA, incastrato tra i comandi di volo e il sedile del pilota, ma l’aereo prese fuoco intrappolando all’interno i due aviatori che perirono entrambi. Si registrò anche una terza vittima, ENRICO BAROBBI>>. A BOCOLA la Libia ha inteso intitolare l’aeroporto internazionale di Benina-Bengasiche, infatti, porta il suo nome. A San Severo, invece, non so quanti, passando davanti a quello che una volta era il mercato coperto, oggi Palazzina Liberty, sanno che al capitano BOCOLA è stata intestata la sala multifunzionale interna di quella struttura. Sarebbe auspicabile che la targa che ne celebra l’intitolazione venisse alloggiata in un punto più visibile alla cittadinanza, attesa l’impossibilità di leggerla causa l’inutilizzo ormai pluriennale del bell’edificio. Bene, ora abbiate comprensione se, in questa circostanza che mi sembra la più opportuna, sento di dover dedicare qualche riga ad un altro sanseverese pressoché coetaneo di BOCOLA. Ancorché non abbia conquistato alcun titolo di tipo sportivo, ma che ha però, perdendo la vita in volo, glorificato San Severo, suo paese d’origine. Della sua storia sono venuto a conoscenza in quanto era fratello di mia suocera. Parlo di MICHELE PALMIERI, anche lui aviatore, tenente pilota. Anche lui morto al servizio della Patria in una sciagura aerea. Infatti, in quanto comandante di idrovolanti il 13.3.1934 sorvolava, per servizio, la diga di Bocche di Puglia a Brindisi, rimanendo vittima di un incidente in volo. I sanseveresi, come si evince dalle foto dell’epoca, ai suoi funerali vollero tributargli tutto il loro riconoscimento con la partecipazione di una folla immensa.

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