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(video) SOS Artigiani: la storia di Agostino, tra gli ultimi arrotini di San Severo.

di Dante Scarlato

Come testata abbiamo cominciato a soffermarci sul ricambio generazionale nel mondo del lavoro, in questo particolare periodo in cui sia a livello nazionale che a livello locale si comincia a progettare la ripartenza: ribadendo come sia doveroso pensare a nuove professionalità all’altezza della nuova sfida tecnologica (Industria 4.0 e Next Generation EU), perché non riscoprire e riattualizzare anche i mestieri di una volta?

Le imprese familiari e le piccole botteghe rappresentano oltre il 90% delle imprese Italiane, nella maggior parte dei casi queste sono piccole e medie imprese e costituiscono la vera e propria ossatura del nostro sistema economico.

Abbiamo chiesto ad Agostino Moscarelli, 64 anni, di raccontarci la propria esperienza di lavoro come arrotino, iniziata ormai più di quarant’anni fa (nel 1976 ufficialmente, ma già da prima come apprendista), quando il nostro Centro Storico era ricco di attività commerciali ed artigianali che alimentavano una filiera produttiva capace di attrarre da tutta la provincia, si pensi solo al periodo in cui via Imbriani, dove si trova la bottega di Agostino, era sede distaccata del Tribunale di Foggia, e di come questa zona del Centro si sia impoverita proprio da quando molti uffici pubblici sono stati distaccati presso sedi più periferiche.

Nonostante le chiusure imposte durante il periodo del primo lockdown del 2020, Agostino ed altri come lui, con spirito di resilienza, sono rimasti in piedi ed hanno portato avanti la propria attività, ma ora l’emergenza vera è assicurare continuità a questi esercizi che, nel loro piccolo, tengono ancora vivo il cuore della Città.

I provvedimenti a livello nazionale ci sono, e prevedono per i giovani inoccupati sia sussidi (RDC e ReD) che percorsi di formazione professionale offerti dalle regioni, ma il più delle volte gli enti territoriali rimangono inattivi, e tale inerzia colpisce anche molti ragazzi (si parla appunto di NEET, per indicare chi non cerca lavoro nè studia).

Sulla base di questa situazione ormai cristallizzata avanza sempre più la crisi occupazionale, in un contesto in cui risulta ancor più difficile incrociare la domanda e l’offerta di lavoro, specie tra i giovani miei coetanei che sono spesso costretti ad emigrare per avere delle possibilità concrete di mettersi in gioco.

È difficile, se non impossibile, dettare qui delle soluzioni che siano appropriate ed efficaci, confidiamo nelle linee programmatiche di intervento che le amministrazioni locali stanno mettendo in campo e, non ultimo, al ruolo che la formazione professionale e universitariapossono avere in questa vera e propria emergenza, come ricordato anche dal neo-Presidente del Consiglio Mario Draghi durante il Suo primo intervento in Parlamento, nel ribadire l’impegno del Governo  nazionale per superare il gap generazionale.

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