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Violenza sulle donne: “QUANDO IL VOSTRO EX CHIEDE L’ULTIMO APPUNTAMENTO”

lunedì 25 novembre Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne 2019

In occasione della “Giornata Nazionale contro la Violenza sulle Donne” che ricorre il 25 Novembre voglio scrivere da donna a tutte le donne questo messaggio: “più e non meno importante della violenza fisica verso di noi, esiste la violenza psicologica, quella invisibile e silenziosa, che non lascia segni fisici, che gli uomini insinuano lentamente nella nostra psiche ed ha ugualmente conseguenze e risvolti disastrosi.” Perpetrata da alcuni uomini, fortunatamente non tutti, che dicono di amarci ma in realtà amano solo se stessi o neanche. Anche da padri a volte. Uomini egoisti, subdoli che entrano nelle nostre vite prima con dolcezza, lusinghe, attenzioni, ponendosi in una veste romantica, carpendo tutte le nostre fragilità e debolezze per poi rivelare la loro vera natura. Uomini gretti, abbietti, incapaci di provare ed esprimere sentimenti veri verso l’altro sesso; meschini, manipolatori affettivi che, quando  ormai abbiamo abbassato la guardia fidandoci, avendoli avuti accanto come compagni o mariti, quando abbiamo di nuovo aperto il nostro cuore, magari chiuso da tempo per precedenti relazioni sentimentali finite male – dopo che ci avranno usurpato l’anima – diventeranno aggressivi, cattivi e pericolosi.  Quando, presa coscienza della relazione malata, inizieremo a reagire a certe angherie – se ci va bene, i maschi contenti del risultato ottenuto nell’averci svuotato mentalmente e di tutta la nostra autostima, rispetto e identità,  ci avranno buttato via come un oggetto rotto che non serve più e se ne andranno indifferenti come se non fossimo mai esistite per passare alla prossima preda a cui divorare l’anima. MA ALMENO SAREMO VIVE. LOGORATE MA VIVE. Se ci va male diventeranno i peggiori orchi e noi solo un nome su un titolo di cronaca nera. Senza parlare dei figli di queste donne che resteranno orfani e che porteranno i segni di ciò che è accaduto alla madre, per mano del padre che li ha generati, per tutta la vita. Continuiamo a sentire notizie di donne uccise, in ogni dove e senza distinzione di etnia e ceti sociali, nonostante si inaspriscano le pene, si firmino protocolli, si attuino misure di protezione  a tutela della donna: “CODICE ROSSO” “PROTOCOLLO VIOLA” e quant’altro, ben vengano sia inteso per chi subisce violenza e stalker, sembri non bastare. Li chiamano “FEMMINICIDI” per il semplice fatto che sono omicidi contro la donna in quanto “DONNA” e quindi inferiore,  ma spesso sono omicidi annunciati. Preceduti sempre da tanti comportamenti palesi di violenza domestica e non, segnali, piccoli ma significativi, che non vogliamo vedere. O che chi ci è vicino vede ma gira la testa dall’altra parte perchè non si vuole intromettere. In un epoca che si professa emancipata, che ha decretato la parità di genere, di parità non c’è proprio un fico secco. La considerazione è che la violenza contro le donne, di ogni tipo e forma, è un problema culturale e si annida in una società con mentalità radicata verso un atteggiamento strettamente sessista. L’uomo continua a considerarsi e ad essere considerato “ESSERE DOMINANTE E SUPERIORE”, potenzialmente perchè è mancante di cultura affettiva e relazionale verso l’altro sesso. Nessuno purtroppo è stato in grado, negli ultimi 50 anni,  di cambiare la mentalità di generazioni di uomini che portano avanti ancora una cultura patriarcale e maschilista. Contrita di edonismo e narcisismo sfrenato che si manifesta con la sopraffazione della donna in tutti gli ambienti a cominciare dalla famiglia, nel sociale  e nella vita lavorativa. Nel mentre tutto si evolve, migliora, progredisce in meglio, assistiamo all’involuzione dei rapporti tra i due sessi. Uomo (prevaricatore) donna (oggetto da sottomettere). La maggior parte degli uomini pensa ancora che la donna sia una sua proprietà, la cultura del “o mia o di nessun altro”, la frustrazione nel realizzare che la donna è un individuo a sè, scisso da lui, con una sua testa pensante e che ragiona e che può anche decidere di lasciare un uomo, per qualsivoglia motivo, non è accettabile. E’ un fatto meramente culturale. Come, ad esempio, è accettabile che un sessantenne stia con una ventenne ma non che un ventenne stia con una sessantenne. Si grida allo scandalo. Sono stereotipi sociali radicati da secoli e duri da abbattere. E così per gli uomini è inaccettabile essere lasciati da una donna, ma loro sì, loro possono farlo. C’è da fare un duro lavoro di prevenzione è vero, ma anche un duro lavoro di educazione mentale e relazionale di genere. Si deve cominciare presto, da tutte le parti e su tutti i fronti se vogliamo iniziare a vedere abbassarsi il numero delle vittime. La violenza contro le donne ha mille sfaccettature, saperla riconoscere in tempo, in una relazione di coppia e non sottovalutare nessun minimo segnale, ci può salvare in tutti i sensi.

E quando il vostro ex partner vi chide “UN ULTIMO APPUNTAMENTO CHIARIFICATORE E DI ADDIO” non accettate, scappate mille miglia, fatevi aiutare. E’ sempre l’ultimo appuntamento quello fatale.

Un abbraccio a tutte le famiglie che hanno avuto una perdita per mano di un uomo che si è macchiato di femminicidio e un saluto alla famiglia di Roberta che porteremo sempre nel nostro cuore.

Angela Mennella

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